NARDO' - La presa di posizione dei biologi ambientalisti pugliesi è inquietante, come inquietante è la superficialità con cui questa amministrazione sta affrontando la problematica degli scarichi a mare.
Infatti, è la presidente dei biologi ambientalisti pugliesi a spiegare, tra l’altro, come l’attuale modello di depurazione delle acque si basi sul collettamento di grossi volumi di acqua e con reflui quantitativamente e qualitativamente molto diversi tra loro e con innumerevoli variabili che lasciano il ciclo dell’acqua aperto con notevoli ripercussioni sugli ecosistemi marini che risultano così gravemente compromessi.
Inoltre, la principale causa del cattivo funzionamento dei depuratori esistenti, come pure l’esalazione di odori molesti, è dovuto proprio al modello di gestione che si continua a proporre come soluzione nonostante l’ormai accertato fallimento.
In sostanza, sostengono i biologi ambientalisti, le acque devono tornare nell’ambiente seguendo il loro ciclo. Lo scarico a mare di ingenti volumi di acque depurate è una scelte tra le più scellerate, paradossali e fallimentari.
I reflui, anche quelli depurati, ovunque vengono scaricati tramite un canale producono inquinamento. E, in particolare, le aree ristrette dei depuratori in uso in Puglia, dovendo recepire grandi quantità di sostanze complesse, non sono in grado in tempi brevi di degradarle e di restituire gli elementi che le compongono all’ambiente in forma diffusa, reinserendoli nei cicli naturali della natura.
Pertanto, l’ambiente in quelle zone si degrada a causa di uno scompenso, di un’alterazione degli equilibri.
Alla luce di quanto sostenuto dai biologi ambientalisti, quindi, le determinazioni della Regione Puglia sulla realizzazione delle condotte a mare quale recapito finale dei depuratori di Gallipoli, (puntata verso S.Maria al Bagno) e di quella di Nardò-Porto Cesareo (puntata verso S.Caterina),’’accerchierebbero'’ di fatto il nostro mare condannandolo a sicuri rischi di alterazione dell’ecosistema marino.
Tutto questo nella desolante quanto dannosa ‘’apatia’’ dell’amministrazione comunale che non si è preoccupata neanche di far redigere il piano di uso irriguo delle acque reflue depurate che consentirebbe di dotare il depuratore di Nardò di un impianto di affinamento per il riutilizzo delle acque in agricoltura, così come da accordi presi con la Regione.
Mai così in basso!
Noi x Nardò
Mino Natalizio
Paolo Maccagnano
Andare Oltre
Pippi Mellone















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