NARDO' - Il sindaco Risi ha manifestato l'intenzione di realizzare un festival del cinema a Nardò da affidare all'ex assessore Francesca Muci. Ma probabilmente non si è reso pienamente conto che il festival del cinema ce l'ha già: funziona, è di nicchia ma attrae l'interesse dei media di tutta Italia, gode di ottima stampa, risiede a Nardò da molti anni. Basta solo incoraggiarlo.
Giovedì 23 agosto si è chiusa la quinta edizione del festival del cinema sociale indipendente diretto da Roberto Quarta e organizzato dall’Associazione Culturale Contemporary Art Addiction. Il leader dei Radiodervish Nabil ha consegnato i premi dedicati all'attore e regista palestinese Juliano Mer Khamis ucciso nel 2011 nel campo profughi di Jenin. Tra i vincitori anche The summit, documentario che racconta i fatti del G8 di Genova
Nel corso della serata finale il cantante e leader dei Radiodervish Nabil Salameh ha consegnato i premi nelle varie categorie ai film selezionati, tra gli oltre 400 giunti da oltre 40 paesi di tutto il mondo, dalla giuria presieduta da Luigi De Luca ( Vicepresidente dell’Apulia Film Commission) e composta da Gabriele Russo (Kama Produzioni) e Lori Albanese (giornalista). Dalla scorsa edizione il Premio del festival (una moneta realizzata dall'artista Marco Calogiuri) è intitolato aJuliano Mer Khamis, artista, attore e regista noto per il suo impegno politico e fondatore del Freedom Theatre, ucciso nell'aprile 2011 da cinque colpi di pistola nel campo profughi di Jenin, dove viveva e lavorava. “In questo modo”, ha sottolineato il direttore artistico Roberto Quarta”, ricordiamo non la morte dell’attore ma il suo eroismo in vita, il suo impegno per la pace. E proprio per questo motivo abbiamo deciso di realizzare una grande moneta con il suo profilo, perché speriamo che la pace possa diventare una possibilità di scambio tra i popoli”.
Nella sezione società ha vinto un documentario sui fatti del G8 di Genova del 2001 proiettato a Nardò in anteprima poche settimane prima dell'uscita nelle sale: The Summit di Franco Fracassi e Massimo Lauria ha conquistato il premio "per la ricchezza delle testimonianze raccolte e il coraggio di scavare in una delle pagine più nere e aberranti della storia della democrazia nel nostro paese; per il modo in cui i due autori, entrambi testimoni diretti (e vittime) delle violenze di Genova, sono riusciti a mettere insieme un quadro limpido e obiettivo di quanto accaduto, dando un contributo decisivo alla comprensione sociale e politica di quegli scontri". Nella sezione ambiente successo per I morti di Alos di Daniele Atzeni, "per il modo in cui riesce a combinare finzione e realtà in un intreccio narrativo atipico di grande originalità e suggestione; per il profondo sentimento poetico che anima tutto il racconto, e il modo in cui riesce a racchiudere in una storia ambientata in un piccolissimo paese della Sardegna fatti che hanno caratterizzato l’Italia intera". Nella sezionediversità la giuria ha scelto Gamba trista di Francesco Filippi, "per la leggerezza con cui affronta il tema della disabilità; per la levità del testo, la cura delle immagini e la potenza del messaggio, che invita a una più profonda riflessione sul concetto di limite". Nella sezione confini spazio a Sharqiyadi Ami Livne, "per la bellezza del racconto e l’approccio minimale alla storia, che descrive - perlopiù attraverso silenzi e una fotografia a tratti volutamente mossa - la varietà di reazioni e sentimenti di due fratelli nei confronti dello stesso accadimento. Per la lentezza con la quale i fatti si dipanano, che restituisce un film denso e teso, e per la descrizione dello straordinario paesaggio fisico e umano di Israele". Infine il Premio Nardò Cinema è andato ad "Apulian dream" di Achille Cofano, "per l’ironia con cui descrive una grande ferita del territorio, passando senza soluzione di continuità dalle bellezze del paesaggio alle brutture della sciatteria e dell’incuria dell’uomo; per il fare naif del protagonista, che in una manciata di minuti riesce a dare espressione alle varie sfumature della sorpresa".
La giuria ha poi assegnato due menzioni speciali per Alma di Josè Javier ("Per il coraggio nell’affrontare un argomento delicato e complesso come quello dell’eutanasia; e per la serenità e la totale assenza di commiserazione o pietismo nelle testimonianze dei protagonisti") e Spazzatour di Emilio Casalini ("Perché mentre fa luce su un argomento oscuro come lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti tossici, punta i riflettori sui traffici sempre più frequenti tra Italia e Cina, imponendo una riflessione sui consumi, sullo sfruttamento, sull’economia").















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