NARDO' - Pagano le tasse, rendono un servizio, campano di questo. Solo perché qualcuno è prepotente bisogna lasciar correre? Che qualcuno provveda, per favore, altrimenti torniamo su questa storia ogni settimana. Anche perché la puzza era veramente virulenta: parola di direttore della portella che ce l'ha ancora nel naso. pensate a queste persone che stanno lì otto o dieci ore!
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Mercato puzzolente da morire: i commercianti protestano ma non demordono e riempiono le baracche di ogni genere di deodorante.
Situazione ai limiti del comico, o del tragico, nel mercato di Santa Maria al Bagno nel comparto 53 dove il potente di turno si fa spostare la filazza dei cassonetti da sotto il proprio naso, una quindicina, ma il “trenino fetente” finisce nella zona dove i commercianti espongono la propria mercanzia durante il mercato settimanale. Si tratta di un rettilineo dove ci sono alcune delle baracche più grandi dell'intero mercato, quelle delle calzature, e tre di queste pagano le conseguenze maggiori: “puzza e mosche sono insopportabili – dice Antonio Romano, il più arrabbiato di tutti – non solo per noi che dobbiamo trattenere i conati di vomito ma anche per i clienti che, ovviamente, preferiscono non avvicinarsi”.
Gli “appestati” scoprono alcuni cartoni sotto i quali c'è di tutto: gusci di cozze in quantità e tantissimi resti di piatti di pesce. Evidentemente qualche ristorante svuota qui i propri resti, e non c'è niente di male, ma altrettanto evidentemente i cassonetti non vengono mai lavati o puliti come si deve. La puzza di marcio è, obiettivamente, spaventosa e le mosche ronzano: roba da terzo mondo. Romano ha riempito la baracca di mollette con le quali appende, in alto, incensi e deodoranti ma all'aperto c'è poco da profumare. Un altro collega ha riempito di plastiche e cartoni il pavé di sua competenza: “così evito, almeno, che gli oli e altri liquidi puzzolenti sporchino le scarpe dei clienti, quelli che ancora si avvicinano”.
Una situazione paradossale aggravata da un comportamento rilevato dai commercianti: prima i cassonetti si trovavano, fissi, lì dove vengono spostati quando c'è giorno di mercato ma poi il “potente” di turno avrebbe fatto sì da posizionarli alle spalle dei commercianti. Che pagano le tasse per ottenere questo servizio: ottimo, abbondante e puzzolente.















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