NARDO' - Questa è veramente una storia molto strana e inquietante, vista con i propri occhi dal direttore della portella del cuore e raccontata in punta di penna. Ma c'è da riflettere.
Nardò, anche con un po' di timore, fa i conti sulla sua natura ormai multirazziale e multiculturale. Può capitare, come è successo qualche giorno fa, che un musulmano osservante (se queste erano davvero le sue intenzioni originarie) obietti ad un commerciante della città che la sua vetrina sia allestita “come a Dio non piace”.
Nardò, Centro storico assolato ma pieno di turisti. In un momento di calma relativa, intorno alle 11.30, due giovani nordafricani si presentano in un bel negozio del centro. Sembrano i “classici” lavoratori migranti dell'agricoltura: calzoncini corti e maglietta in tinta un po' sbiadita. Ai piedi le altrettanto tradizionali pantofole di gomma.
Gli abiti sono così leggeri che t'accorgi subito del fatto che non abbiano un portafogli addosso. Ma allora che cosa vogliono? Il commerciante si allarma quando il leader dei due, piccoletto con gli occhi neri, dilatati e spiritati, chiede all'uomo di aprire la vetrina ma non vuol vedere un oggetto: cala la mano e raccoglie un po' di sabbia ocra, un letto ornamentale sul quale sono esposti gli oggetti.
“Cos'è questa?” chiede in un italiano stentato mentre ne prende un pizzico e lo porta alla bocca. Il commerciante esita: “gli allestimenti non li faccio io”.
E il maghrebino: “questo è cous cous – minaccioso e arrabbiato mentre muove il dito come un tergicristallo – e Dio non vuole, Dio non vuole”. E, in effetti, si tratta di una scia di semola utilizzata come colore di contrasto.
E' finita con i due che sono usciti contrariati ma molto più “nero” era il commerciante che si è sentito minacciato nonostante il cous cous, cibo per antonomasia nel nordafrica, sia lì definito “piatto della pace tra i popoli del Mediterraneo”. Diciamo che il neritino ha consigliato al musulmano di smetterla prima di andare ad incontrare il suo dio in largo anticipo.
Per concludere diciamo che non era nemmeno cous cous ma polenta valsugana. Quindi, casomai, ad incazzarsi sarebbe dovuto essere un leghista o un secessionista.















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