NARDO' - Tributi Italia, ex San Giorgio: ecco tutta la verità del sindaco Marcello Risi. In una lunga nota il parere del primo cittadino sulla vicenda e l'attribuzione delle responsabilità ai politici del recente passato.
Come è noto, la giunta comunale, con deliberazione del 14 agosto scorso, ha deliberato di accettare la proposta formulata dal Commissario Straordinario della Tributi Italia Spa in Amministrazione Controllata Prof. Luca Voglino (nominato dal Ministero dell’Economia, estraneo alla vecchia proprietà) di procedere alla riscossione della somma di Euro 2.366.595,77 (crediti certi, liquidi ed esigibili) relativi ad accertamenti di imposte e tributi non versati al comune negli anni dal 1996 al 2009 (non prescritti).
La deliberazione è stata contestata da due consiglieri provinciali e da due ex assessori delle giunte presiedute dal Dott. Antonio Vaglio.
E’ bene fare qualche passo indietro per spiegare i termini della vicenda.
Nel 2005 il Comune di Nardò, in virtù di una deliberazione del consiglio comunale e dopo una gara, affidò alla società San Giorgio (poi Tributi Italia) il servizio di gestione riscossione dei tributi.
Ero vicesindaco e le modalità mi convinsero poco, ma all’epoca quasi tutti i comuni italiani procedevano con la esternalizzazione del servizio dei tributi e anche il consiglio comunale neritino optò per quella soluzione.
Vinse la gara la San Giorgio. Società un po’ chiacchierata, che, tuttavia, cominciò ad operare con zelo e con buoni risultati. Dette lavoro a quattro-cinque giovani, ma l’incremento occupazionale vero nella nostra città si può considerare limitato ad un paio. Il comune, infatti, con un’operazione rivelatasi scellerata, smantellò sostanzialmente l’ufficio tributi interno e da lì cominciarono i guai.
Nel 2009 cominciano i problemi e l’anno dopo il Comune risolve il contratto con Tributi Italia per gravi inadempimenti della società concessionaria. Tributi Italia tratteneva oltre i termini fissati le somme versate dai contribuenti in favore del Comune. Una parte delle somme (almeno 300.000 euro) non sono state addirittura mai versate. Ce n’era abbastanza per risolvere il contratto. E, infatti, l’Amministrazione comunale disse basta e licenziò Tributi Italia. Ma si scordò di farsi consegnare le banche dati, i documenti probatori dell’attività di accertamento, le raccomandate di interruzione dei termini, tutti i carteggi. Altra scelleratezza. Sarebbe come licenziare il magazziniere senza farsi consegnare il magazzino. Eppure è accaduto.
Non finisce qui. Il comune si è ritrovato senza carte, senza banche dati, senza documenti, senza personale, senza soldi e senza accertamenti. Sembra una favola e, invece, è la realtà.
Il contratto con la Cerin, la società che attualmente collabora con il Comune, è partito solo nel 2011, ma per circa un anno e mezzo si è brancolato nel buio, confidando solo nella buona volontà e nel senso civico dei contribuenti. Il Commissario Straordinario ha brillato (si fa per dire) per inefficienza.
La proposta di Tributi Italia in Amministrazione Straordinaria consente di rimediare oggi agli errori che la fretta e la superficialità determinarono.
Le banche dati e tutti i carteggi degli accertamenti torneranno finalmente dove avrebbero dovuto sempre stare: negli uffici del comune. Il comune tornerà ad avere il timone della gestione delle entrate, anche con il supporto della Cerin. Si potrà procedere alla riscossione di oltre due milioni di euro che rischiavano di prescriversi definitivamente (o almeno alla parte riscuotibile della somma). Si potrà finalmente fare luce e mettere ordine in tutta la vicenda.
La decisione della giunta consente di accelerare la riscossione delle imposte non pagate, contrastando l’evasione.
La collaborazione con Tributi Italia si ferma, comunque, al completamento dell’attività già svolta. L’Amministrazione comunale, anche in considerazione delle vicende che portarono alla risoluzione del contratto con Tributi Italia S.p.a., non è orientata ad avviare con Tributi Italia collaborazioni relative ad accertamenti ulteriori, né per gli anni futuri, né per gli anni trascorsi.
I due consiglieri provinciali e i due ex assessori che contestano le scelte della giunta non si pongono minimamente il problema di come recuperare gli oltre due milioni di euro evasi o di come recuperare l’intera documentazione. Sembra prevalere in loro l’istinto sterile alla polemica, alla contrapposizione, allo scontro. Ma chi governa deve tenere i nervi saldi e compiere di volta in volta la scelta più giusta per la comunità.
Le modalità di risoluzione del contratto di Tributi Italia e la gestione successiva sono state gravemente viziate da errori e superficialità. Questa amministrazione ha avuto il mandato di cambiare passo e di correggere gli sbagli del passato. Le scelte che stiamo adottando, anche con riferimento al riordino della macchina amministrativa, dimostrano che procediamo con lucidità, con determinazione e con coraggio. Andiamo avanti.
Marcello Risi















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