NARDO' - Dovevano fare una ricerca per trovare il magnetismo residuo nelle rocce così da risalire con esattezza all'era in cui si è formata la baia di Portoselvaggio. Tra poco tempo leggeremo, su qualche rivista scritta in inglese e riservata ad una élite del sapere, questa fondamentale notizia scientifica e ci terremo i 52 buchi fatti sugli scogli. Nel video le Guardie difesa ambientale e quelle dell'aeop effettuano un sopralluogo lungo la baia dell'area protetta.
I due ricercatori dell'università olandese, accompagnati da un loro simile dell'ateneo di Bari, non sarebbero stati autorizzati da nessuno ad effettuare i carotaggi sugli scogli e se non fosse stato per l'ardire di un comune bagnante, che ha avvisato la Forestale, se la sarebbero anche filata indisturbati dopo aver prelevato circa cinquanta campioni di roccia tagliati con una sorta di grosso trapano elettrico che estraeva i cilindretti.
All'uomo, che chiedeva se il Comune li avesse autorizzati, hanno risposto che avrebbero fatto una nota ufficiale “ora per allora”, cioè per sanare quanto combinato nella mattinata di venerdì sia nell'area della baia che sulle scogliere che corrono verso la torre dell'Alto e vero la piana della Lea.
E l'hanno fatta davvero, la lettera, tanto che pure gli uffici comunali l'hanno presa per buona: l'Università di Bari, in fretta e furia, ha spedito (solo dopo l'accaduto) una nota all'ufficio Urbanistica e Ambiente per dire che, appunto, i tre si sarebbero dovuti divertire a trapanare gli scogli in un'area protetta dove non si possono raccogliere i funghi, non si può tagliare la legna né portare a spasso un cane.
Il Comune si limiterà a richiamarli, scrivendo che d'ora in avanti sarà necessario chiedere per essere preventivamente autorizzati, o tenterà di irrogare una sanzione?
Ciò significa che, d'ora in avanti, chiunque si sentirà autorizzato a fare quel che gli pare: tanto nessuno denuncia o chiede il risarcimento dei danni causati a tutti quelli che si riempiono la bocca con la storia dei “monumenti” naturali.
L'assessore all'Ambiente, Flavio Maglio, ha seguito la vicenda pur trovandosi all'estero ed ha commentato: “anche se si tratta dell'Università bisogna smettere di considerare Portoselvaggio come una terra di nessuno”. Speriamo che alle parole seguano i fatti.
In ogni caso diversi testimoni, anche su Facebook, testimoniano di alcuni tizi che tagliavano gli scogli con una sega elettrica alle prime ore del mattino. E tutto ciò continua a sembrarci pazzesco.
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