NARDO' - La giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo per la costruzione della rete idrica al Villaggio Resta per un importo complessivo di 600mila euro. Potrebbe tornare a rivivere quello che un tempo fu un esempio villaggio-comunità di coloni residenti in piccole abitazioni dotate di piccole strutture di servizi collettivi.
Cambiare le condizioni necessarie a consentire la permanenza delle imprese agricole e forestali nelle aree rurali, attraverso il miglioramento della dotazione infrastrutturale e dell'uso sostenibile delle risorse idriche.
Con questa finalità è stato approvato in giunta, la settimana scorsa, il progetto redatto dal settore Lavori Pubblici del Comune che prevede la costruzione della rete idrica a servizio del Villaggio Resta. Seicento mila euro è l’importo dei lavori che è stato ammesso a finanziamento con il Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013.
Potrebbe così tornare a rivivere quello che un tempo fu un esempio villaggio-comunità di coloni residenti in piccole abitazioni dotate di piccole strutture di servizi collettivi.
Una comunità che sopravvisse sino agli anni settanta e che per la mancanza di strutture al passo con i tempi e con le dinamiche dell’economia della produzione, ha visto un lento declino anche per la mancanza di servizi essenziali quali quello della rete idrica.
Il progetto approvato e finanziato ora si prefigge l’obiettivo di servire di rete idrica il villaggio, sia per un servizio alle aziende che operano in tale zona dell’agro di Nardò che per l’uso domestico, onde evitare ulteriori emorragie di residenti. ( ad oggi risultano residenti solo 50 cittadini)
Il Comune di Nardò aveva partecipato, nel marzo 2012, al bando pubblico presentando domanda di finanziamento per l’Azione 1 relativa alla richiesta di finanziamento per la realizzazione della rete idrica a servizio del Villaggio Resta. E la Regione Puglia, Area politiche per lo sviluppo rurale aveva, nell’agosto 2012, ammesso al finanziamento il progetto presentato dal Comune.
La giunta comunale il 27 settembre scorso ha, così, varato il progetto redatto per la costruzione della rete idrica al Villaggio Resta per un importo complessivo di € 600.000,00
Ha quindi adottato formale impegno finanziario e impegnato la somma di € 489.627,96 (finanziata dalla Regione Puglia con i fondi PSR PUGLIA 2007/2013 – Misura 125 – Azione 3 “Miglioramento e sviluppo delle infrastrutture connesse allo sviluppo e all’adeguamento dell’agricoltura e della silvicoltura” ) e la somma di € 110.372,03 quale quota parte di competenza del Comune.
Il Villaggio “Resta” è una frazione rurale del comune di Nardò, ubicato lungo la Strada Provinciale 112, cosiddetta “Strada Tarantina” che collega Gallipoli ad Avetrana senza passare dal centro abitato di Nardò.
Il villaggio, sorto intorno agli anni ’50, è stato sede di un’importante azienda agricola di proprietà della famiglia Resta, da cui prende il nome, ed è stato un popoloso e attivo centro sino agli anni settanta.
Ma è già agli inizi degli anni ’30 che si prelude alla possibilità di modificare l’assetto economico sociale di Nardò attraverso progetti di colonizzazione. Le cause del malessere della società di allora furono dagli studiosi individuate nell’ errata conduzione della proprietà privata.
Complice una relazione dello storico E. Pennetta -pubblicata allora dal “Corriere del Salento”- che nel 1933 fotografò la grave crisi occupazionale di Nardò, si cominciò a discutere dell’opportunità di incentivare forme di compartecipazione tra proprietari terrieri e contadini con la costituzione di cooperative di coltivazione cui dovevano accompagnarsi la bonifica dei terreni e la costruzione di strade e di case coloniche.
Negli stessi anni l’Istituto nazionale fascista della previdenza nazionale ipotizzò – era il 1934 - un “progetto di colonizzazione interna così come si era fatto in Sardegna e si stava attuando a Tripolitania diretto ad eliminare le cause della disoccupazione tra i lavoratori della terra”. Cosi il prefetto Strano predispose un promemoria nel quale si elencavano le masserie in agro di Nardò( circa quattordici, per una estensione complessiva di circa 2.300 ha) a rischio o già soggette a vendita giudiziaria e per le quali si indicava la soluzione del trasferimento ad altri della proprietà.
Il progetto non trovò attuazione mentre si verificò solo il trasferimento di proprietà, anche con crediti finanziari agevolati per gli acquirenti. Non ci furono modifiche significative tranne che per la masseria Corsari che fu acquistata da Marcello Resta che costruì il villaggio “Starace”, con una comunità di coloni residenti grazie alla costruzione di abitazioni e di servizi collettivi.
Venendo ai nostri giorni, la distanza dal capoluogo Nardò (circa 7,00 Km) e la mancanza di servizi, compresa pure la rete idrica, ha portato al lento abbandono del villaggio da parte dei residenti, pur continuando con la coltivazione delle fertili terre della zona, in cui operano diverse aziende agricole di piccola e media dimensione. Attualmente, per le esigenze di acqua ad uso potabile, la località è servita con autobotte, con tutti i disagi e costi immaginabili.
Per tutte queste aziende e per coloro che hanno voluto continuare a investire e a vivere nel Villaggio Resta si apre uno nuovo spiraglio.















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