LECCE - La cronaca di Simone De Blasi è lo specchio della realtà: è stata una partita surreale. Un incubo assurdo.
COMO - Dopo 5 vittorie consecutive, il Lecce ferma la sua corsa sul campo del Como impattando per 2-2. Incredibili alcune decisioni di un direttore di gara fuori luogo.
La corsa forsennata del Lecce si arresta parzialmente a Como, dove i giallorossi non riescono ad andare oltre il 2-2. A lasciare l’amaro in bocca, ben più del risultato finale in sé, è il modo attraverso il quale questo giunge, risultando il frutto quasi esclusivo di un arbitraggio (ci si consenta l’eufemismo) quantomeno non all’altezza della situazione.
Lerda conferma in blocco la formazione vittoriosa la scorsa domenica nella partita casalinga contro il Tritium, con l’unica novità costituita dall’impiego di Esposito dal 1’ al posto di Di Maio. Tra i padroni di casa, a sorpresa, non è Perruchini, ma Micai, a difendere i pali.
L’inizio del match è quello che non ti aspetti e a fare la partita è il Como con ritmi molto alti, tanto pressing sulla trequarti e nessun timore riverenziale di sorta. Di contro il Lecce appare timido, impacciato, ed è costretto spesso a lanciare lungo non riuscendo a fraseggiare nello stretto. I lombardi trovano anche la via della rete al 5’ sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma il gol è annullato dall’arbitro, su segnalazione dell’assistente, per posizione di fuorigioco. Al 18’ primo cambio obbligato per i giallorossi: a uscire dal terreno di gioco è Pià, vittima di uno stiramento in allungo, per far posto a Salvatore Foti (fino all’ultimo in ballottaggio con il brasiliano per una maglia da titolare). Al 25’ il Lecce si fa finalmente vedere dalle parte di Micai e lo fa con De Rose che, sfruttando uno scivolone della difesa avversaria, mette Chiricò nelle condizioni ottimali per segnare; il talento brindisino mette a sedere difensore e portiere ma poi spreca incredibilmente con un cucchiaio mancino che si spegne a lato. Al 29’ il numero 7 giallorosso si riscatta: cross con il contagiri dalla sinistra per il neo entrato Foti, che si conferma bomber implacabile e con uno stacco imperioso insacca. Terzo gol stagionale per l’attaccante palermitano, ancora una volta a pochi minuti dal suo ingresso in campo, e vantaggio ospite. La rete galvanizza i salentini che crescono con il passare dei minuti, ritrovano la tranquillità perduta e gestiscono bene il possesso palla, pur senza creare grosse apprensioni alla retroguardia comasca. Le ultime occasioni, da ambo le parti, giungono nei minuti finali: al 41’ è Esposito, assistito da una sponda di testa di Diniz su angolo, a girarsi in area spedendo alto sulla traversa; dall’altro lato Cia improvvisa una bomba da fuori in diagonale, sulla quale vola miracolosamente Benassi a togliere la palla dal sette. Si chiudono così i primi 45’ di gioco.
L’inizio di ripresa è un incubo per gli uomini di Paolucci. Dopo appena 3’, infatti, De Rose dalla destra si accentra e con un bel sinistro da fuori trova l’angolino basso alla sinistra di un non impeccabile Micai. Al 55’ l’arbitro decide di riaprire un match ormai chiuso con una decisione clamorosa: Terragrossa si lascia cadere in area, il sig. Aversano abbocca incredibilmente e concede il penalty, estraendo anche il secondo cartellino giallo per Esposito, con conseguente espulsione. Sul dischetto si presenta Tremolada: Benassi intuisce ma non può nulla sul tiro molto angolato che accorcia le distanze per i padroni di casa. Lerda prova a correre ai ripari e inserisce Di Maio per Bogliacino; Paolucci prova il tutto per tutto con l’ingresso di A. Donnarumma per Terragrossa . Al 66’ Aversano, non ancora soddisfatto a pieno del proprio operato, la fa di nuovo grossa negando un rigore, ben più evidente di quello concesso al Como, a Foti. Per il direttore di gara trevigiano si tratta di simulazione di Foti e l’attaccante viene ammonito tra l’incredulità generale. In 10 e costretto a lottare contro avversari e decisioni arbitrali, il Lecce soffre tanto e all’80’ giunge l’inevitabile pareggio: a realizzarlo è Cia che, partendo da posizione dubbia (le telecamere non aiutano in tal senso), raccoglie il tiro errato di un compagno di squadra e mette dentro a porta vuota. Il Lecce si sente derubato, non ci sta e prova a mettere in campo tutta la rabbia e la determinazione agonistica a disposizione; l’occasione per tornare in vantaggio ci sarebbe all’87, ma il colpo di testa di Di Maio esce di un soffio a lato.
Como – Lecce finisce 2-2, lasciando con sé una sola riflessione: pur nella piena convinzione della loro buona fede, è un vero peccato che talvolta gli arbitri riescano ad arrivare dove l’avversario non può.
COMO - LECCE 2-2
Como (4-3-3): Micai, Benvenga (74’ Scialpi), Luoni, Schiavino (87’ Ambrosini), Fautario, Giampà, Ardito, Tremolada, Cia, Terragrossa (56’ A. Donnarumma), Lisi. A disp: Perruchini, Del Pivo, D. Donnarumma, Marchi. All.: Paolucci.
Lecce (4-2-3-1): Benassi, Vanin, Diniz, Esposito, Tomi, Memushaj, De Rose, Chiricò, Bogliacino (56’ Di Maio), Falco (74’ Zappacosta), Pià (dal 18’ Foti). A disp.: Gabrieli, Legittimo, Malcore, Di Mariano. All.: Lerda.
Arbitro: sig. Aversano di Treviso.
Marcatori: 29’ Foti (L), 48’ De Rose (L), 55’ Tremolada rig.(C), 80’ Cia (C).
Ammoniti: Luoni (C), Ardito (C), Chiricò (L), Fautario (C), Foti (L), Benassi (L), Giampà (C).
Espulsi: 55’ Esposito
Simone De Blasi - www.calciolinks.com















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