NARDO' - A Bari quattro trapianti di organi (due reni, il fegato, il cuore) donati dal giovane Alberto Zacchino, deceduto per un sinistro stradale.
Generosi i parenti del ragazzo i cui organi continueranno a vivere in 4 pugliesi (un 38enne ha ricevuto il cuore, un 39enne il fegato, un rene a un uomo di 48 anni e l’altro a una 53enne), operati dai prof. Luigi de Luca Tupputi (cuore), Vincenzo Memeo (fegato), Michele Battaglia (reni). Le attività anestesiologiche dall’équipe diretta dal prof. Tommaso Fiore.

Dalla tragedia di una vita spezzata nel fiore degli anni alla speranza di un’esistenza migliore per quattro pazienti in lista di attesa.
Il cuore, il fegato, i reni e le cornee di Alberto Zacchino sono stati prelevati l’altra notte nella sala operatoria del «Vito Fazzi». Ad autorizzare l’espianto, con un gesto di grande generosità, sono stati i genitori di Alberto, dopo il nulla osta della Procura della Repubblica, essendo gli organi eventuale oggetto di referto.
Per il prelievo del cuore e del fegato nel nosocomio leccese è arrivata un’equipe di medici specializzata da Bari. Il reni e le cornee invece, sono stati prelevati rispettivamente dal dottore Salvatore Tondo del reparto di Nefrologia del Fazzi e dalla dottoressa Carmela Costa, oculista nello stesso nosocomio.
L’intervento di prelievo è iniziato alle 22,30 di lunedì e, in successione, è andato avanti fino a notte inoltrata. Al termine delle complesse operazioni di prelievo, sistemazione per il trasporto e documentazione burocratica, gli organi sono stati trasferiti al centro regionale di Bari, dove seguiranno le indicazioni delle liste di attesa.
IL FUNERALE
Centinaia di giovani per l’ultimo saluto ad Alberto Zacchino. I funerali del giovane diciottenne spirato dopo cinque giorni di agonia si sono svolti ieri pomeriggio, in un clima di profonda tristezza. Il padre Antonio e la madre Simona sono stati sempre vicini all’amato figlio, fino
all’ultimo. Un dolore immenso anche per la sorella minore, di appena undici anni.
A celebrare il rito funebre è stato il cappellano don Mario Proietti assieme a don Giuseppe Raho. Nei primi banchi molte divise dei carabinieri, colleghi di Antonio Zacchino, vicini al giovane compagno di lavoro anche in questo terribile momento.
A dimostrare affetto e vicinanza il comandante provinciale Maurizio Ferla, il capitano della compagnia di Gallipoli Michele Maselli, il comandante della tenenza di Copertino, Salvatore Giannuzzi e il luogotenente Giuseppe Serio della stazione di Nardò.
Nella lunga omelia, il cappellano non ha risparmiato essenziali parole di conforto per la famiglia, la sorellina e gli amici. Soprattutto a questi ultimi, don Mario Proietti ha raccomandato di non farsi sopraffare dalla rabbia «perché Alberto è nelle braccia del Signore».
I giovani erano la maggior parte in chiesa ma c'erano anche tanti amici di famiglia. I
compagni di classe della V A del liceo scientifico di Nardò hanno letto una lettera con la
quale hanno detto di «non volersi rassegnare alla sua scomparsa, lui ci sarà sempre».
Un sentimento di incredulità già manifestato nella giornata di lunedì, quando le notizie che giungevano dal «Vito Fazzi» spegnevano momento dopo momento ogni speranza. Anche un
amico di infanzia ha ricordato Alberto attraverso le partite con i pokemon, le figurine del wrestling e gli scacchi.
In chiesa anche una piccola delegazione dell’associazione «Alla conquista della vita», di Walter Gabellone, con una bandiera a lutto.
Strazianti gli ultimi attimi della cerimonia con un abbraccio spontaneo attorno alla bara. Il corteo funebre si è poi avviato a piedi verso il cimitero.
Il dolore dei più giovani, intanto, ha trovato spazio sul web. Su un popolare social network, i compagni di scuola e gli amici scrivono commoventi pensieri: «Non mi sembra ancora vero che tu te ne sia andato via per sempre», scrive Rita, «purtroppo non è un sogno o meglio un incubo, è la realtà, dobbiamo abituarci a non vederti più in giro.
Sarà difficile, ma Tu rimarrai nel cuore di tutti noi sempre. Perché le persone importanti non ci abbandonano mai, restano sempre vicino a noi, nel nostro cuore. Non ti dimenticheremo piccolo grande angelo... Ti vogliamo bene sempre. Ciao Zack...»
LA SITUAZIONE DELLE DONAZIONI
Ma il settore trapianti di organo è in grave crisi, in Puglia. Le donazioni si sono ridotte a 21 (l'anno scorso, 46) ed aumentati i rifiuti (40%). Un rifiuto inaccettabile, considerando il rispetto che si ha per il corpo di chi dona, la inservibilità per il donatore dell'organo donato, il vantaggio di vita e salute procurato ad altra persona.
In Italia le opposizioni sono al 28%. La macchina trapiantologica pugliese è rodata al massimo col coordinamento del prof. Francesco Paolo Schena e le professionalità dei prof. Battaglia (subentrato al prof. Francesco Paolo Selvaggi), Memeo, De Luca Tupputi.
Praticati, quest'anno, solo 31 trapianti di rene (in totale dall'inizio dell'attività, 1.069), 12 di fegato (totale 253), 3 di cuore (totale 39). Un risultato veramente deludente di fronte ad una «macchina» pronta ad entrare in azione. I risultati sono competitivi a livello delle migliori statistiche inter nazionali.
Gli organi che potrebbero fare il miracolo di ridare vita a chi l'attende restano inutilizzati, si perdono con il processo della morte fisica. Per la Chiesa cattolica (e quasi tutte le altre) è doverosa opera di misericordia corporale, merito spirituale.
Attendono un organo 770 pugliesi: 700 un rene, 50 un fegato, 20 un cuore. Di attesa, si muore. Per il prelievo dell'organo la procedura è rigorosa: da soggetto sicuramente morto certificato da 3 specialisti non coinvolti nelle procedure operative del trapianto, sulla base anche di esami inconfutabili. Il prelievo degli organi è eseguito da equipe chirurgica che, anzitutto, «rispetta» il corpo del donatore. La crisi del sistema è stata avvertita, sì che, nei giorni scorsi, si sono riuniti l'assessore regionale alla salute, i direttori sanitari dei vari presidi, il prof. Schena, il prof. Fiore ed il presidente regionale Aido, Vito Scalera per urgenti modalità operative. Tra l'altro, sarà attivato, presso gli uffici anagrafe dei comuni, la procedura della manifestazione di volontà all'atto del rilascio della carta di identità.















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