BOLOGNA e NARDO' - "Sono una parente del malato". Invece entrava in corsia per derubare i degenti di cellulari ed altri effetti personali.
Arrestata una 41enne di Nardò, Marilena Carrino, residente a Bologna vicino al policlinico “Sant'Orsola”, l'ospedale dove i carabinieri ritengono che la donna abbia effettuato due furti aggravati dal fatto che lei abbia reagito una volta scoperta, in un caso puntando un cacciavite contro un'infermiera.
A tradirla sono le immagini delle videocamere di sorveglianza dopo il primo episodio che le viene attribuito e che è del 22 agosto: in quel caso avrebbe preso il cellulare a una 54enne ricoverata in Urologia mordendo, anche, ad un braccio la vittima.
Il 13 settembre torna alla carica: è in questa evenienza che minaccia con un cacciavite un'infermiera e aggredisce un addetto alla sicurezza, prima di essere bloccata dai carabinieri.
La perquisizione, personale e domiciliare, consente il recupero di quattro telefoni cellulari, una ventina di caricabatteria e nove portafogli.
La donna è attualmente detenuta in carcere per un'altra condanna ad un anno e sei mesi e sono in corso ulteriori indagini per verificare il suo eventuale coinvolgimento in altri episodi analoghi.
DAL RESTO DEL CARLINO
Si intrufolava all’interno del Policlinico Sant’Orsola a Bologna, mischiandosi tra i parenti dei ricoverati. Una volta dentro, Marilena Carrino, 41enne nullafacente originaria della provincia di Lecce ma residente a Bologna, sottraeva, anche ricorrendo alla violenza, portafogli e telefoni cellulari ai pazienti. Il che le e’ costato il carcere a settembre e un’ulteriore denuncia il 13 ottobre per rapina per un altro episodio che l’aveva vista protagonista.
Questi i fatti in ordine cronologico, raccontati oggi alla stampa dai Carabinieri. L’arresto per Carrino scatta il 13 settembre, quando viene sorpresa dal personale sanitario all’interno di un padiglione del Sant’Orsola mentretentava di appropriarsi di effetti personali dei degenti. La donna, nel tentativo di sfuggire all’arresto, arriva persino a minacciare con un cacciavite un’infermiera e ad aggredire con calci e pugni un addetto alla sicurezza. Addosso i Carabinieri le trovano ben 22 caricabatteria di varie marche e modelli, nove portafogli da uomo e da donna e quattro telefoni cellulari, appartenenti ad altrettante persone li’ ricoverate. Per lei dunque si aprono le porte della Dozza, con una condanna a un anno e sei mesi.
Ma non e’ finita: il 13 ottobre, a conclusione di un’altra indagine, arriva l’ennesima denuncia per Carrino per una rapina commessa il 22 agosto, nel reparto di urologia del Sant’Orsola. Vittima di Carrino, in questo caso, una 54enne di Molinella, all’epoca ricoverata in ospedale. La signora racconta agli investigatori che, intorno alle 7 del 22 agosto, una donna entra nella sua camera, a volto scoperto e non armata: questa, come se nulla fosse, apre il cassetto del comodino della degente, prende il suo cellulare e fa per andarsene. Cercando di fermare la ladra, in un primo momento creduta una parente di qualche altra paziente, la vittima viene aggredita dalla malvivente che le morde il braccio e si dilegua per i corridoi facendo perdere le proprie tracce. La 54enne viene subito visitata dal personale del Sant’Orsola che le diagnostica una ferita al braccio destro guaribile in una settimana.
Grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza, la vittima e alcuni testimoni riconoscono Carrino come l’autrice della rapina. Secondo quanto ripreso dalle telecamere, che ne hanno immortalato l’entrata e l’uscita in ospedale, la donna ha agito con straordinaria determinazione in un lasso di tempo di appena 10 minuti. Sono in corso indagini per verificare il coinvolgimento della pugliese in altri episodi analoghi.















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