NARDO' - L’Unione degli Studenti Nardò e i rappresentanti degli studenti del Liceo Galileo Galilei, in collaborazione con la scuola stessa, lanciano una due giorni di assemblee il 24 e il 25 ottobre.
“Il punto chiave di queste giornate è rimettere al centro del dibattito lo studente e le sue esigenze, le necessità di ognuno di noi, come elementi fondamentali che permettano alla scuola di continuare ad esistere” dice Federico Cataldi, rappresentante di istituto del Galilei.
Sembra forse un’ovvietà, ma, continua Paola Fracella, coordinatrice dell’UdS Nardò, “in un contesto sociale in cui la cultura viene vista come uno spreco da tagliare, in cui il diritto allo studio non viene affatto garantito, si arriverà al punto che a scuola ci potrà andare solo chi ha i soldi e nessun altro! In un Paese che si definisce democratico, il processo di privatizzazione del sapere che si vorrebbe portare avanti con la legge 953 (Aprea 2) è inaccettabile. NOI DICIAMO BASTA A TUTTO CIO’.”
In queste due giornate di mobilitazione ci riapproprieremo dei luoghi del sapere, saremo i protagonisti assoluti di un’altra scuola, quella che ci ascolta e ci permette di parlare. Se da una parte ci propongono la privatizzazione dei saperi e la cancellazione della rappresentanza e di tutti gli spazi di democrazia, noi rispondiamo con la partecipazione.
“Porteremo nelle scuole le nostre rivendicazioni, i nostri disagi a livello nazionale, ma soprattutto locale. Continueremo il percorso intrapreso il 12 ottobre per far notare a tutti che noi siamo pronti a cambiare le nostre realtà cittadine” dice Lorenzo Petraroli, rappresentante di istituto del Galilei, e continua Riccardo Russo, coordinatore UdS Salento e rappresentante di istituto del Galilei: “Lanceremo una piattaforma ricca dei contenuti di cui si è discusso in questa due giorni che possa essere vista come una carta fondamentale che le prossime politiche cittadine in materia di giovani non dovranno e non potranno ignorare. La piattaforma conterrà le nostre rivendicazioni e le nostre esigenze. Porteremo avanti i temi che più ci stanno a cuore, dai trasporti alle agevolazioni per gli studenti agli spazi sociali. Essa dovrà essere il megafono dei nostri bisogni.”
Non siamo più disposti a stare in silenzio e guardare mentre ci distruggono il futuro. Non siamo più disposti a sentirci chiamare “choosy” nella scelta del lavoro da un governo che il mercato del lavoro lo sta distruggendo. Siamo stanchi di essere visti come dei bamboccioni quando non facciamo nulla, e dei perditempo facinorosi quando invece ci muoviamo per lottare in ciò in cui crediamo.
Daremo dimostrazione di essere capaci di CONTESTARE E CREARE, in un binomio indissolubile che rappresenterà la nostra carta vincente.
Porteremo avanti direttamente dall’interno delle nostre scuole l’autunno di mobilitazione, intrapreso il 12 ottobre e non ci fermeremo fino a quando non vinceremo.
Bisogna liberare i saperi per liberare le persone.
Voi non fermerete il vento, ma gli farete solo perdere tempo.
UdS Nardò















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