NARDO' - Le parole servono a ben poco se poi i fatti le smentiscono: il pronto soccorso dell'ospedale “San Giuseppe – Sambiasi” subisce il taglio di un infermiere e chi è rimasto a presidiare il servizio, soprattutto di notte, ora ha timore di quel che può succedere in casi di emergenza.

(Nella foto di Walter Macorano un momento tristemente storico per il San Giuseppe - Sambiasi di Nardò: la cancellazione dell'insegna del pronto soccorso)
Per questo motivo sono stati interessati, con un esposto, i carabinieri della locale stazione. Da ieri, in pratica, il turno notturno prevede la presenza di un infermiere mentre un altro è soltanto “reperibile”. Così, ovviamente, anche di giorno.
Ciò significa che se si presenta un'emergenza – basta anche una persona più pesante del normale o con serie difficoltà nel camminare – l'infermiere presente deve chiamare il collega che, minuto più minuto meno, arriva in ospedale in una ventina di minuti. Un lasso di tempo giudicato “pericoloso” dagli operatori che ora hanno paura che possa succedere l'irreparabile.
Al di là dei rischi che si corrono nel caso in cui – vedi il caso di Copertino di qualche giorno fa – si dovesse presentare un esagitato, un violento o una persona in preda ai fumi dell'alcol o della droga.
Proprio nei giorni scorsi il dottor Roberto Filograna, del comitatto “Spes Civium” ha avvisato sui rischi “dell’ultimo atto” e cioè la decisione della Direzione sanitaria di Lecce di trasformare il servizio di Pronto soccorso ospedaliero in Punto di primo intervento territoriale (Ppit), estinguendo, di fatto e definitivamente, la possibilità di effettuare una utile ed efficace medicina di urgenza-emergenza a Nardò.
“Tale Ppit – dice Filograna - in attesa di passare sotto la gestione diretta del Servizio emergenza urgenza territoriale 118 (Seus 118), continuerà, provvisoriamente, ad essere presidiato dal personale medico dipendente già in servizio presso il presidio di Nardò e da personale infermieristico che garantirà la presenza di un solo infermiere in turno h/24, con l’integrazione di un altro infermiere disponibile in turno h/24, da utilizzarsi “per i trasporti secondari” e di un autista di ambulanza anch’esso in turno h/24”. A fronte di tutto ciò molti neritini invitano il sindaco Marcello Risi a non firmare la convenzione con la Asl per formale protesta.















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