AREZZO – Il commercio illecito di oro è un fenomeno che attraversa l’intera penisola italiana. A Nardò tra il 2011 e il 2012 sono state messe a segno delle rapine in due note gioiellerie, “Arte Orafa” e “Re Dell’Oro” che a distanza di mesi hanno avuto come epilogo l’arresto di Davide Piliego e dei due “baby professionisti”, Marco Russo e Davide Di Lena.
Si susseguono non solo a livello locale, ma su e giù per lo stivale, episodi di furti nelle abitazioni e rapine in oreficerie, dove il bottino in oro finisce nella fitta rete di “compro oro”. Accade talvolta, che questi negozi agiscano con superficialità senza accertarne la provenienza. Una riflessione dunque, va fatta per arginare questi episodi. Assume una certa valenza l’operazione “Fort Knox”, finalizzata al contrasto del commercio illecito di oro, svolta dal comando Provinciale di Arezzo e Napoli.
Dalle prime ore di questa mattina, infatti, oltre 300 pattuglie della Guardia di Finanza hanno eseguito su tutto il territorio nazionale provvedimenti di perquisizione e sequestro emanati dalla Procura della Repubblica di Arezzo nei confronti di 118 persone indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere, riciclaggio e reinvestimento di proventi illeciti, ricettazione, esercizio abusivo del commercio di oro e frode fiscale.
Sono in corso 259 perquisizioni in 11 regioni, concentrate principalmente in Toscana (74), Campania (91), Lazio (30), Sicilia (16), Puglia (16) e Lombardia (7), presso le abitazioni degli indagati e le attività commerciali ad essi riconducibili. Per quel che concerne la Puglia, la ripartizione delle perquisizioni è di 5 negozi a Bari, 5 a Foggia, 2 nella provincia di Lecce, 3 a Taranto ed 1 a Brindisi. Si tratta di negozi "compro oro", gioiellerie ed aziende orafe, comprese 23 società del distretto orafo di Arezzo, 16 del polo campano e 1 di Valenza. Per avere informazioni sugli esiti, occorre attendere i prossimi giorni quando verranno effettuati consuntivi.
Contemporaneamente, l'autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo di oltre 500 rapporti bancari al fine di bloccare, presso 23 Istituti di Credito, 8 intermediari finanziari e 2 società fiduciarie, le disponibilità finanziarie detenute dai principali indagati, fino a concorrenza dell'importo di 163 milioni di euro, pari al volume d'affari degli scambi di oro e denaro sporco effettuati da questo gruppo criminale organizzato, su scala internazionale, nel corrente anno. Le fiamme gialle stanno procedendo, inoltre, al sequestro di una villa di campagna del valore di 190mila euro, ubicata a Monte San Savino (AR) ed acquistata dall'organizzazione (dietro lo schermo di una società maltese) ed utilizzata come centro di smistamento dei traffici, paragonabile per impenetrabilità al famoso "Fort Knox" della Federal Reserve statunitense. Ecco da dove proviene il nome dell’operazione in corso.
I risultati riportati sono ancora parziali in quanto si tratta di lunghe e complesse indagini sviluppate dai Nuclei di Polizia Tributaria di Arezzo e Napoli, sotto la direzione della Procura della Repubblica aretina nei confronti di un'associazione criminale a struttura piramidale, che aveva il suo vertice in Svizzera e si muoveva con i "bracci operativi" di più capi-area, che agivano come "referenti" sui territori dei distretti orafi di Arezzo, Marcianise (CE) e Valenza (AL), ai fini della raccolta di oro acquistato dagli "agenti intermediari" in contatto con una fitta rete di negozi "compro oro" ed operatori del settore, che stavano alla base della filiera dei traffici di oro di provenienza illecita. Tutte le forniture di metallo prezioso avvenivano "in nero", al di fuori dei circuiti ufficiali, mediante scambi di oro contro denaro contante in banconote di grosso taglio, trasportate da corrieri insospettabili usando autovetture appositamente modificate con doppifondi.
Il volume d'affari ricostruito fino ad ora ammonta a ben 4mila e 500 chilogrammi di oro e 11mila chilogrammi di argento, per un controvalore di 183milioni di euro. Riscontri precisi sono venuti alla luce mediante a cinque interventi effettuati in flagranza di reato, negli ultimi 4 mesi, dalla guardia di finanza della tenenza di Vipiteno, il 20 luglio 2012, con 10 chilogrammi di oro in lamine e 44,5 chilogrammi di argento in grani; dal gruppo Pronto Impiego di Napoli, 31 luglio 2012 con 1,5 chilogrammi di oreficeria usata; dalla compagnia di Arezzo, il 07 agosto 2012, con 14,4 chili d'oro in verghe; dal gruppo di Napoli, il 7 settembre 2012, con 19 chili di oreficeria usata, 1,1 chilogrammi di oro in verghe e 411 chili di argento in grani; dal nucleo di Arezzo, il 10 ottobre 2012, con 37.6 chili di oro in verghe e lamine e 1milion e 500 mila euro in contanti. Le indagini dei Nuclei di Polizia Tributaria di Arezzo e Napoli non si arrestano e proseguono sui flussi finanziari e sul riciclaggio dei capitali sporchi, agendo a 360 gradi in ogni direzione.















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