NARDO' - Ritengo dover intervenire per puntualizzare alcuni aspetti inerenti i rischi derivanti dal mancato risanamento della discarica di "Castellino", così come già illustrato nelle dichiarazioni del Presidente della Provincia e nella sentenza del TAR di Lecce, per quanto riguarda le richieste economiche avanzate dalla "Mediterranea Castelnuovo 2" afferenti all'ATO Lecce 2, compreso il Comune di Nardò.
Intendo ricordare che tutte le problematiche inerenti la discarica di "Castellino" per la risagomatura, sono da me, nel ruolo di vice Presidente della Commissione "Ambiente e Territorio" della Provincia di Lecce, puntualmente oggetto di attenzione da mesi nell'attività amministrativa Provinciale, come possono dimostrare i verbali di ben due riunioni di Commissioni tenutesi sugli argomenti in questione.
E' doveroso, dunque, da parte mia, ricordare che nel 2007 l'allora Assessore all'Urbanistica, Mino Natalizio, con lettera scritta al Presidente dell'Ato Lecce 2, protocollo 34696, sollecitava l'attenzione del Presidente dell'Ato stesso, sul problema del mancato percepimento della quota per il ristoro ambientale da parte del Comune di Nardò, sede della discarica di "Castellino".
Oggi, le richieste economiche avanzate dalla "Mediterranea Castelnuovo 2" nei confronti dei Comuni afferenti all'Ato Lecce 2, attualmente ritenute lecite dal TAR di Lecce, laddove confermate ed esigibili in organi superiori ai quali il Comune deve immediatamente ricorrere, dovrebbero essere immediatamente congelate e destinate al capitolo di spesa per la chiusura della discarica di "Castellino" e per la sua post - gestione trentennale.
Tale misura è giustificabile per il fatto che la "Mediterranea Castelnuovo" non ha, a tutt'oggi, prestato fideiussioni sufficienti a garantire le risorse economiche per far fronte a siffatti interventi. Peraltro, pur essendo trascorsi quasi cinque anni dalla chiusura della discarica, il gestore non ha ancora avviato alcuna attività lavorativa finalizzata all'attuazione dei prescritti interventi di recupero ambientale dell'aria.
Appare opportuno porre in evidenza il fatto che, a causa della notevole estensione della discarica di "Castellino", i costi da sostenere per il recupero ambientale della stessa e per l'attività di post - gestione, sono dell'ordine di non meno di sette, otto milioni di euro. Da ciò si evince quali siano le motivazioni e le preoccupazioni che hanno mosso l'iniziativa del Presidente Gabellone nei confronti della Regione Puglia, motivazioni che sicuramente saranno pienamente condivise dal Sindaco di Nardò, anche se l'ufficio preposto e l'Assessorato stesso, ad oggi, risultano al quanto dormienti.
Insieme al Presidente Gabellone ed il Sindaco Risi, ho chiesto una rapida istituzione di uno specifico tavolo tecnico che consenta di formulare una proposta tecnico - economica, da sottoporre alla Regione Puglia, al fine di pervenire con certezza ed in tempi rapidi alla chiusura definitiva di questo controverso impianto, dando finalmente delle certezze in tal senso ai cittadini di Nardò, che da anni vivono nell'incubo di una possibile riapertura della suddetta discarica di "Castellino".
Giovanni Siciliano - Consigliere Provinciale















DEPAVIMENTAZIONE E INTERRAMENTO DEI CAVI TIM ED ENEL NEL CENTRO STORICO - A Nardò sembra tutto normale. Ma bisognerebbe intervenire.
Gent.mo direttore, le allego un bell'articolo del Corriere della Sera.
NARDO' - Cara Portadimare, mi sono convinto (insieme ad altri amici) che, in mancanza di ogni riferimento istituzionale cui evidenziare alcuni casi a dir poco paradossali, tu possa contribuire a...
NARDO' - Leggete la parte sottolineata. Ma chi doveva controllare che tutti pagassero?
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