NARDÒ - È stata disposta una perizia tecnica per chiarire le circostanze della morte di Giuseppe Parente, l’85enne di Nardò investito mentre si trovava in bicicletta lo scorso 17 novembre.
Ieri mattina il pubblico ministero Francesca Miglietta ha affidato l’incarico all’ingegnere Angelo Nocioni, il quale dovrà stabilire con esattezza la dinamica dell’incidente. Sono tre al momento i nomi iscritti sul registro degli indagati: si tratta di P.A., 82 anni, che era alla guida della motoape che urtò l’uomo in bicicletta, e due medici del pronto soccorso di Gallipoli.
La Procura vuole capire se Parente sia deceduto a causa dell'incidente in bici oppure per un'eventuale negligenza da parte del personale medico. La motoape investì il ciclista mentre si trovava sul viale che porta verso il cimitero neretino. Trasportato nella stessa mattinata al nosocomio di Gallipoli, Parente venne dimesso dopo poche ore con una prognosi di appena 20 giorni.
Due giorni dopo, però, l'85enne si è sentito male mentre riposava. La corsa a sirene spiegate verso il «Vito Fazzi» di Lecce purtroppo non è bastata a salvargli la vita. Un decesso improvviso e inspiegabile, per i familiari, che ora vogliono vederci chiaro. Ad assisterli l'avvocato Giuseppe Bonsegna. I medici invece sono difesi dagli avvocati Anna Sabato ed Andrea Scarpellini.















DEPAVIMENTAZIONE E INTERRAMENTO DEI CAVI TIM ED ENEL NEL CENTRO STORICO - A Nardò sembra tutto normale. Ma bisognerebbe intervenire.
Gent.mo direttore, le allego un bell'articolo del Corriere della Sera.
NARDO' - Cara Portadimare, mi sono convinto (insieme ad altri amici) che, in mancanza di ogni riferimento istituzionale cui evidenziare alcuni casi a dir poco paradossali, tu possa contribuire a...
NARDO' - Leggete la parte sottolineata. Ma chi doveva controllare che tutti pagassero?
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