NARDO' - Sono saliti sulle torri alte circa 24 metri, quasi sicuramente di notte, e armati di chiavi inglesi e altri attrezzi sono riusciti a smontare e portar via i dodici fari da almeno mille watt che avrebbero dovuto, in un futuro ipotetico, illuminare il campo di calcio regolamentare del Polivalente della zona 167.
Un lavoro da acrobati visto che una delle torri faro, quella più lontana rispetto all'ingresso, è pericolosissima visto che la scaletta protetta per salire fino in cima è evidentemente scardinata e pericolante.
Il rischio, però, non ha spaventato i ladri che hanno portato via quattro gruppi di tre fari ognuno per un valore di circa 12mila euro. L'ennesimo furto in un impianto depredato e devastato, negli anni, più volte a causa della mala gestione politica che non è stata mai in grado di completare l'impianto, proteggerlo e custodirlo, assegnarlo o affittarlo a qualcuno perché venisse gestito.
Una incompiuta che ha divorato centinaia di migliaia di auro di denaro pubblico e destinata, ancora a lungo, a rimanere tale: una vora di risorse. Senza, per altro, dare un servizio ai giovani neritini sempre più affamati di impianti sportivi. Oltre allo stadio comunale, infatti, che non è fruibile se non per la squadra maggiore, in una città di 32mila abitanti c'è solo il disastrato tensostatico e un campetto da calcetto affidato alla parrocchia.
Aveva ragione, dunque, un giovane calciatore che, nei giorni scorsi, ha segnalato la brutta novità. Cosimo De Monte ha 22 anni e, insieme ad altri sei amici è responsabile di una nuova squadra di calcio, l'asd Huracán Nardò militante nel campionato amatori Uisp. Per le squadre minori il Polivalente sarebbe una risorsa inestimabile perché evita trasferte ovunque per partite e allnamenti, spese e disagi. Oltretutto è indecente che una città grande come Nardò obblighi i propri sportivi di andare a giocare, come nel caso della Huracán, a Seclì.
Ora la speranza è riposta nel bando di affidamento della struttura ad associazioni e privati. Un bando voluto con decisione dal commissario prefettizio Giovanni D'Onofrio e la speranza degli sportivi, ormai manifestata senza remore, è che tutte le procedure si svolgano prima che la politica torni a Palazzo Personè.
“Al di là delle considerazioni già espresse sugli autori dell'infame gesto – chiosa l'ex assessore Mino Natalizio sull'episodio - ci chiediamo se non sarebbe stato il caso che nelle more della gestione, gli uffici preposti, per evitare furti e atti vandalici peraltro già registrati in passato, non avrebbero fatto meglio a stipulare una convenzione con un istituto di vigilanza privata, come stiamo vedendo fare ai privati con gli impianti fotovoltaici, o meglio, come hanno fatto altri settori dell'Amministrazione per preservare manufatti di valore, magari, facendo economia sul tratto del muro di cinta abbattuto, il cui costo di 24mila euro, ci sembra abbastanza generoso”.















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