NARDO' - Il riferimento è quello giusto se consideriamo che proprio a Nardò si trova un giacimento di pesci fossili unico nel suo genere. Quello che sta facendo la fortuna di musei in tutta Italia mentre, a Nardò, nisba. Intanto godetevi questi due nomi scientifici: Nardoveliver altipinnis e Pycnodus nardoensis.
ECCO DOVE STANNO I PESCI NOSTRI: QUI
“La storia dei pesci fossili a Nardò – dice Vittorio Marras, del Gruppo speleologico neritino - parte dal 1977 quando un team del museo di storia naturale di Verona iniziò a condurre, su alcune aree del territorio di Nardò, studi sistematici su dei rinvenimenti sporadici di organismi fossili di origine marina. Gli studi dettero risultati inaspettati e di alto valore scientifico fornendo di conseguenza una lettura piuttosto chiara di quello che era l’ambiente 72 milioni di anni fa”.
E’ chiaro che al tempo le terre emerse ed i mari erano diversamente disposti da come oggi li vediamo e quelli che erano antichi fondali marini oggi sono pianure, colline, montagne ed è per questa ragione che nelle nostre campagne rinveniamo resti di organismi che solitamente vivono in mare.
“L’aspetto più affascinante di tutta questa storia – continua l'uomo del Gsn - è che i ricercatori dopo aver studiato e catalogato questi organismi fossili gli hanno dato dei nomi ed allora noi comuni mortali scopriamo che c’è un pesce fossile chiamato Nardoveliver altipinnis un altro Pycnodus nardoensis e via discorrendo. Un altro aspetto è che ancora oggi, e chissà per quanto tempo ancora, c’è chi studia i nostri pesci e la nostra curiosità in tal senso viene soddisfatta dalle specifiche pubblicazioni che puntualmente il Museo Civico di Storia Naturale di Verona fa pervenire alla biblioteca del Gruppo Speleologico Neretino ed apprendiamo così che un certo professor Louis Taverne dell’Università libera di Bruxelles ha pubblicato sul bollettino del museo di Verona l’ennesimo studio riguardante “Les poissons crétacés de Nardò. 33°. Lecceclupea ehiravaensis gen. et sp. nov. (Teleostei Clupeide)”.
Noi del Gruppo Speleologico Neretino ce la mettiamo tutta ad informare gli appassionati, il cittadino, dei tesori che il territorio custodisce e che di tanto in tanto svela – conclude – e nell’attesa che l’Amministrazione comunale provveda quanto prima a ridare a Nardò la possibilità di fruire della biblioteca specializzata e del Museo didattico che, in quaranta anni di appassionata attività del Gsn, hanno dato la possibilità a migliaia di ragazzi di conoscere ed apprezzare i segreti del territorio”.















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