NARDO' - Rabbia e sconforto nelle parole del gestore del polivalente di Nardò, Vanni Simone che si chiede il motivo per cui il centro sportivo, sia una «struttura comunale inutilizzata, quasi fantasma agli occhi degli amministratori e dirigenti sportivi».
Il responsabile, pertanto, lamenta il fatto che «puntualmente sei volte al mese le categorie “Giovanissimi” e “Juniores” di Nardò giochino le partite al campo sportivo comunale di Seclì». E, a questo punto si domanda: «Considerato che si tratta di parità di costi perché non agevolare un neretino che ha speso ingenti somme per ristrutturare un’opera comunale?». A tal proposito, il gestore ha ricordato di aver speso «più di 50 mila euro per la ristrutturazione» ed ha dovuto pagare «l’affitto per un anno, inclusi i costi di varie polizze e per l’arredamento del centro sportivo». Ma non finisce qui, «c’è da valutare anche il disagio per le famiglie neretine che devono accompagnare i propri figli in un altro Paese». Al di là del campanilismo, il giovane Simone evidenzia un aspetto: «Si va a penalizzare una struttura pubblica che tra l’altro è più attrezzata del campo sportivo di Seclì».
Il polivalente dopo il «restyling» dispone di ben quattro spogliatoi, due campi a cinque sintetici e un campo a undici regolamentare. E, aggiunge: «È presente anche un bar che purtroppo, non posso far funzionare, se non mi fanno lavorare». Per uscir fuori da questo increscioso disagio il gestore del centro sportivo ha chiesto delle spiegazioni a chi di competenza: «Ho notato un atteggiamento strano. Il sindaco, Marcello Risi e l’assessore allo Sport, Flavio Maglio dicono di dovermi rivolgere ai dirigenti sportivi, e viceversa». Insomma, sulla questione si passano la «palla a vicenda».
E come se non bastasse, ad infervorare l’animo di Simone è anche «l’insoluto pagamento di 10 allenamenti della squadra del Nardò di serie D, che hanno avuto luogo nel polivalente prima di Natale». Cosa ha percepito? «Mi hanno dato solo 100 euro che non coprono neanche le spese». «I giocatori hanno utilizzato la sala massaggi, riscaldamenti» spiega Vanni Simone «e ovviamente ho da pagare acqua, luce, gas, e ci sono da sostenere i costi per la pulizia dell’ambiente».

















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