
NARDÒ - Amara scoperta, ieri mattina, per i frequentatori abituali del Centro storico neritino. La statua di San Gioacchino è stata "decapitata" nella notte tra mercoledì e giovedì. Difficile individuare una causa ben precisa, se una pallonata, un crollo naturale oppure una arrampicata finita male. Ecco l'attenta analisi dell'esperto Paolo Marzano.
Il nostro bellissimo Centro storico è così prezioso che ogni suo particolare va preservato, tutelato, difeso. I suoi nemici sono il tempo (storico), le intemperie (vento, pioggia, ghiaccio, erba, muffe, muschio), i volatili (escrementi quindi acidi e il continuo becchettìo degli occelli, per cibarsi dei sali espulsi dalla pietra che con il muschio assorbono anche colonie di succulenti vermetti, ottimo cibo per volatili di tutte le specie), ma anche l'indifferenza, l'incuria, la mancanza di sistemi di controllo (da parte dell'uomo) e di accertamento dello stato dell'arte (sarebbe il caso di dirlo), del nostro prezioso bene comune.
L'idea che abbiamo delle opere d'arte componenti essenziali del nostro paesaggio, acquistano, nel corso della nostra vita, un valore affettivo che andrebbe esaltato perché ognuno di noi possa poi sentirsi, in prima persona, difensore del proprio tesoro cioè diventare controllore del contesto nel quale è cresciuto e denunciarne sistematicamente le irregolarità se queste sono fuori regola.
Le chiese, le fontane, le facciate degli edifici, le cornici dell'edilizia minima o dei grandi palazzi storici, ci appartengono più di quanto si possa pensare. Ma arriviamo al punto.
Stamane 15/05/2014 si è verificato purtroppo quello che vorremmo sentirci raccontare veramente poche volte in una vita; l'Osservatorio sulla città di Nardò è stato avvisato dell'avvenuto fenomeno di disfacimento (naturale!?) dei monumenti. Infatti un pezzo della guglia di piazza Salandra, in particolare, un bel 'pezzo' di quello che era rimasto della testa di San Gioacchino, cioè una delle quattro figure al primo livello della struttura che rappresentano la serie dei personaggi della famiglia della Madonna (Sant'Anna, San Gioacchino, San Giuseppe e San Giovanni Battista). In particolare San Gioacchino è quello rivolto a sud (verso la chiesa di San Domenico, infatti non si sa perché, per molte guide turistiche locali, la statua viene destinata erroneamente proprio a quel santo, disordinando la bellissima composizione familiare). Ricordo con piacere per chi non se ne fosse accorto che la madonna è rivolta a EST, la prima statua a Nardò che si illumina per prima ogni mattina, alle sue spalle Sant' Anna guarda al lato opposto quindi il tramonto. Delle statue alla base, non abbiamo mai conosciuto il loro volto (a parte San Giovanni a NORD) e non vorremmo certo che perdessimo altre loro parti. Comunque è caduta frantumandosi, e non sappiamo se con sé ha portato parte della mano vicina alla testa (esattamente) sul petto. Ma c'è di più.
Forse non è direttamente collegato al fattaccio, ma occorre che l'Osservatorio sulla città di Nardò, sia molto chiaro. E' stato osservato anche da diverse persone passanti o abitanti del centro che, appena si avvicina la data di una festa, in questa zona, l'anarchia pervade il centro storico. Ma, poi il basolato, per questo movimento di grandi pesi, può essere liberamente e sempre sollecitato? Come funzionavano gli accordi per il suo utilizzo? Cosa si sta facendo a proposito? A quali e quante vibrazioni può essere sottoposto? Può una vibrazione più forte delle altre aver causato il distacco della testa della statua fortemente degradata e ammalorata? Da più parti, di solito, gli abitanti del centro o i piccoli proprietari di servizi o commercianti, si vedono invadere letteralmente e scorrere a pochi centimetri, camion attrezzati di gru che senza preavviso (vedi le macchine parcheggiate là dove insistono poi carichi sospesi e cestelli in azione, senza nastri, cartelli di sosta riservata al montaggio dei paramenti dal..... al.....) e tiranti che come ragnatele si moltiplicano in ogni dove. Senza contare il traffico bloccato a sorpresa, per cui anche a piedi è difficile procedere.
Non sarebbe forse il caso di regolarizzare il tutto? Come per esempio gli attacchi degli archi dei paramenti dell'illuminazione, stabilire la loro posizione uguale per ogni festa in centro e magari di avvisare giorni prima della previsto montaggio? Questo è stata la denuncia comune arrivata dagli abitanti del centro.
Osservatorio sulla città – Nardò
















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