NARDO' - Ieri si è tenuto, presso la Provincia di Lecce, l'incontro. Erano presenti il presidente Gabellone, l’Assessore Toma, la Cooperativa Copat, l'ingegnere Nobile per la Pista, Cgil-Cisl-Uil, i Cobas.
Infatti preliminarmente la scrivente ha chiesto che chi aveva stimolato il dott. Gabellone a questo Tavolo esplicitasse le motivazioni. Facendo un piccolo passo indietro, come è noto a questi organi di informazione, la scrivente “stranamente” non era stata invitata a questo tavolo. In occasione delll’incontro con il Dott. Gabellone per porre rimedio a questa “gaffe” lo stesso Dott. Gabellone ci aveva detto che tale incontro era stato stimolato da cgil-isl-uil per verificare lo stato dell’arte dell’accordo sottoscritto a Bari con la task force regionale in relazione alla situazione degli ex collaudatori delle cooperative.
Tornando a ieri la prima sorpresa c’è stata quando cisl e cgil (la uil non era ancora presente) non hanno confermato di aver chiesto al Presidente la convocazione di un tavolo. Dopo il conseguente imbarazzo generale, salvato dal rappresentante uil, arrivato in ritardo, che si è assunto lui la paternità della richiesta, si è entrato nel merito della discussione che è stata molto lunga e anche con toni accesi. Questo perché, sebbene oggi la proprietà è Porsche, il management della Pista è rimasto lo stesso e quindi con le stesse logiche e gli stessi meccanismi di un passato da cancellare.
In estrema sintesi la scrivente ha sottolineato la in applicazione dell’accordo di gennaio. Infatti a tutt’oggi le uniche lavorazioni affidate alla Copat (la nuova cooperativa) è talmente risibile (5 operai per un mese circa di lavoro) e con nessun altro ordine in corso ( e siamo a metà anno) che si può parlare tranquillamente di vera e propria farsa, nonostante anche il cambio di proprietà, e nonostante i picchi di lavoro ci sono e sono più che abbondanti.
Il Dott. Gabellone a fronte della situazione che rischiava di incancrenirsi e sterilizzarsi ha proposto che la Porsche anche per dare un segnale positivo al territorio possa attivarsi al fine di fare effettuare a questi lavoratori anche altre lavorazioni che non siano solamente l’accumulo chilometrico e il collaudo dei mezzi (lavorazioni che peraltro questi lavoratori già svolgevano negli anni in cui lavoravano). Proposta da inviare a Porsche le valutazioni del caso.
La scrivente ha concordato immediatamente con il Presidente Gabellone ed ha indicato altri due strumenti da utilizzare per risolvere questa questione occupazionale: 1) l’assunzione dei 23 lavoratori a fronte del finanziamento pubblico regionale che la Pista ha avuto (circa 9 milioni già erogati); 2) che tutti i picchi dell’accumulo chilometrico fosse affidato a Copat e non come oggi che al massimo a questa cooperativa viene affidato il 10% dei picchi dell’accumulo chilometrico. Anche in questo caso la scrivente ha chiesto che tutte le proposte operative fossero inviate a Porsche per la valutazione del caso.
La risposta del sig. Nobile al Dott. Gabellone ed alla scrivente ed alle rispettive proposte è stata sconcertante. Tenendo presente che durante la discussione queste proposte erano già state messe sul tavolo ed il Sig. Nobile, a mezze parole non aveva dato alcuna disponibilità, lo stesso sig. Nobile a fronte delle conclusive proposte ha detto a chiare lettere che lui essendo il rappresentante di Porsche in loco ribadiva il suo sostanziale “no” a tali proposte non motivando in alcun modo tale “no”!
A seguito di tale incomprensibile presa di posizione il Dott. Gabellone ha detto che comunque preparerà una sintesi dell’incontro con le relative proposte ed ha invitato il sig. Nobile comunque ad estenderle alla Direzione Porsche per le valutazioni del caso e poi rivedersi entro un paio di settimane.
La scrivente ha concordato con questa linea proposta dl Dot. Gabellone.
E’ ovvio che se entro il paio di settimane non ci saranno riscontri positivi sarà l’ulteriore dimostrazione che, nonostante il cambio di proprietà, nella Pista di Nardò si vuol continuare con i vecchi meccanismi clientelari, discrimatori, di negazione dei diritti elementari dei lavoratori. Il tutto inoltre in palese violazione, perl’enensima volta, di tutti i tavoli, le discussioni e gli accordi presi per risolvere la vicenda in modo pulito e trasparente.
La scrivente attenderà questo ulteriore passaggio, dopodiché si tornerà immediatamente in lotta affinchè questa vicenda venga finalmente risolta.
Per Cobas del Lavoro Privato/ Confederazione Cobas Salvatore Stasi

