Per la Giornata della Memoria
IL NOSTRO SELFIE, CON UN LIBRO IN MANO
Quello che ci aiuta a conoscere la storia
Non sia la riflessione e la lettura di un solo giorno. A 81 anni dalla promulgazione delle Leggi Razziali Fasciste (1938) (“esistono grandi razze e razze piccole”; “ esiste ormai una pura razza italiana”) e all’orrore dei campi di concentramento nazi-fascisti, simbolo nefasto di patimenti, sofferenze e morte, resti viva la memoria del lungo periodo di barbarie, dell’Olocausto che riguardò milioni di cittadini inermi.
Lo sterminio nei campi di Dachau, Auschwitz, Mathausen, Sobibor, Treblinka e molti altri, colpì soprattutto ebrei, vittime della “soluzione finale” nazista. Anche in Italia furono lungamente perseguitati, schedati, privati del lavoro; docenti cacciati da Scuole e Università e rinchiusi nei campi di internamento di Fòssoli, Risiera di San Sabba, Tremiti, negli oltre quaranta appositamente allestiti, come campi di transito e anticamera dei lager nazisti.
C’è bisogno di ricordare, di approfondire e nessuno dovrà mai dire che è trascorso troppo tempo per non doversene poi interessare. Eppoi, per questo nostro tempo che ha affievolito quelle tragiche vicende e in qualche caso persino negarle, ci sono i libri a testimoniare (in quel periodo di terrore alimentavano i falò), a ristabilire le giuste distanze e offrirsi per aiutarci.
Facciamolo, per non dimenticare, per sapere come agire. D’altra parte, la persecuzione contro i libri è sempre stata propria di tutti i regimi dispotici, e basterebbe soltanto questo per farceli amare.
“Io appartengo Il suo nome? Mi chiede il Direttore
all’unica razza Gli dissi il mio nome.
che conosco, Nato?
quella umana” Sì.
Albert Einstein Quando, intendo. Dissi la data
Religione?
Non la riguarda.
Molto bene, scriva:ebreo!- il cancelliere scrisse.
Erich Muhsam “L’interrogatorio”
Un ospedale per poveri ebrei malati,
per creature tre volte sciagurate
afflitte da ben tre malanni
miseria, infermità ed ebraicità
Il peggiore dei tre è l’ultimo,
millenaria tara familiare,
piaga che trascinano con sé dalla valle del Nilo,
quell’insano credo dell’antico Egitto
Heinrich Heine, Il nuovo ospedale israelitico di Amburgo, vv.1-8
…non esiste dolore comparabile a quello degli ebrei. Toccò anche ad altri piccoli popoli d’essere dispersi, strappati dal loro suolo, ma allora scomparvero rapidamente. Delle altre stirpi trascinate a lavorare sul Nilo non c’è stato tramandato neppure il nome. Gli ebrei non si sono lasciati divorare, com’è noto, benché fossero costantemente tra i denti dei popoli padroni di casa. Dediti al commercio e alla Scrittura, salvarono la loro angosciosa esistenza tra assassini innumerevoli.
Enrst Bloch “Il principio speranza”
L’odio viene dal cuore Le passioni collettive
il rispetto viene dalla testa; sono mosse da esigenze
e nessun sentimento d’interessi
è totalmente che si travestono
sotto il nostro controllo. di miti razziali e nazionali
Arthur Schopenhauer Cesare Pavese
…i giudei non lavorano, sfruttano la produzione manuale o intellettuale altrui …Questa tribù straniera ha asservito il popolo tedesco e ne succhia il midollo. La questione sociale è essenzialmente la questione ebraica, tutto il resto non è che una truffa.
(Sulla Rivista “Die Gartenlaube”, 1875 - 460mila copie)
Patriottismo Gli uomini sono uguali:
nazionalismo non la nascita
e razzismo ma la virtù
stanno tra loro fa la differenza
come la salute, Voltaire
la nevrosi e la pazzia
Umberto Saba
Testi scelti da Luigi Nanni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Bibliografia essenziale:
Destini e Avventure dell’Intellettuale Ebreo di Riccardo Calimani Mondadori 1996















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