TRA AUSPICI E LITIGI: SEI CANDIDATI IN CERCA “TI LU RISPICU”(*)
Il possibile ingresso di Maurizio Leuzzi affolla oltremisura il fronte anti-Mellone
E il Pd “ole cussindiscòcita”
Ci sono cose che non si riescono a capire. E sempre sperando che qualcuno ci dia una mano a farlo. Osservando – una novità – che quando si parla delle prossime elezioni a Nardò, c’è chi comincia ad infastidirsi.
Soprattutto quelli della parte avversa a Mellone che, per parte sua, ha già completato i “quadri” (ma la ciambella di Fratelli d’Italia non deve essere venuta col buco) e, dunque, non è obbligato ogni volta a tornare sul luogo dello scontro, verificare e fissare strategie, soprattutto non in cerca di plance da occupare, visto che ne sono state prenotate a profusione (sempre a proposito di manifesti, colpisce invece la strategia “all’incontrario” dei suoi oppositori che forse avranno le loro brave ragioni: parsimoniosi oltre ogni dire, non un volantino (ripristinatelo!), non uno straccio di dazebao-cinese, insomma niente (e la “rete” non è tutto), nemmeno dire se hanno la giusta convinzione per proseguire).
Sembrerebbero altri, dunque, certi anti-Mellone che cominciano a stancarsi di strategie studiate a tavolino e guardano le cose con disincanto e anche realismo. A tal proposito, non riusciamo a capire se c’è sostanza dietro l’offerta di candidatura-Pd che avrebbe indicato in Maurizio Leuzzi (l’ex assessore della giunta Risi) la persona giusta.
Niente da dire, se non apprezzamento per la persona e il ruolo sin qui rivestito (badate, le stesse cose dette al tempo della candidatura di Stefania Ronzino), e poi di corsa a mettere una crocetta per aggiornare l’elenco dei candidati-sindaco.
Per non ometterne qualcuno mi aiuto con l’alfabeto: da una parte Mellone, dall’altra Cozza, Falangone, Frasca, Losavio, Ronzino. Ma, come si diceva, se dobbiamo guardare alla sostanza, si tratta di capire (e, infatti, non si capisce) chi tra Pd e Leuzzi ha più da perdere.
Noi pensiamo di saperlo e diciamo subito che Leuzzi avrebbe poco da guadagnare. La presa di posizione del Pd neritino da tempo commissariato e, dunque, in fase di obsolescenza programmata, è la dichiarazione disperata del proprio fallimento. E la perdurante assenza dell’azione politica sta a dimostrarlo. Peraltro, disgregato in più parti, alcune delle quali forse accasatesi verso altre candidature.
Cosa dunque significa questa tardiva “offerta” del Pd a Maurizio Leuzzi, se non certificare la sua “esistenza in vita” e la volontà “cussindiscòcita”, cioè di dire di aver fatto la sua parte, visto che in tanti mesi non è riuscito a costruire alcunché e per giunta ha assistito inerme alla disputa delle sue spoglie? Ma, si ripete, è tutto il resto che non convince.
Leuzzi che non vorrà certo rappresentare una candidatura di testimonianza o di “bandiera”, è lo stesso che qualche giorno fa ha lanciato l’idea di un “fronte moderato”, popolare (il termine è nostro), da opporre a Mellone e questo vorrebbe senz’altro significare che qualche candidato sindaco, dovrebbe rinunciarvi, “anche a costo di sacrificare ognuno le proprie legittime aspettative e ambizioni personali”. Così Leuzzi.
Traduzione: tutti per uno e uno per tutti! Operazione molto complicata e comunque legittima, per dirla con Vasco Rossi: “voglio trovare un senso a questa vita, anche se questa vita un senso non ce l’ha...” Menomale che, per scambiarci qualche parola, non ci sono soltanto le elezioni che altrimenti aggiunte ai vaccini, ci condurrebbero dritti a seduta psichiatrica. Si parla anche d’altro, cose da non sottovalutare e che comunque stanno creando malumore. Credo v’interessi saperlo: al momento 4.000 (quattromila) firme raccolte alla petizione “Difendi il libero accesso alla scogliera di fronte all’isolotto di Santa Caterina di Nardò”.
Lì c’è un maxi stabilimento balneare che ha inglobato la scaletta di accesso al mare che esiste da cent’anni. Andateci e vi renderete conto di tutto. Il buon senso direbbe che nello stesso momento della lettura di questo articolo, quella scaletta sarà stata liberata (Capitaneria? Soprintendenza?) e reso possibile raggiungere la scogliera.
Non si chiede la luna. Simbolicamente, una grande battaglia. Siamo convinti (convinzione che ci è fornita da ben altre progettazioni in materia di waterfront) che la realizzazione del lungomare, al netto delle necessarie opere di consolidamento, andava meglio partecipata. Insomma, se non un referendum, quantomeno la consulenza/aiuto di veri specialisti in materia, che “enunciano” il progetto, lo sottopongono a vaglio e così di seguito. Cosa che non è successa (e non era certo difficile a farsi). E sempre cosa che ci porta dritto al terzo argomento: i parcheggi che, s’è scoperto, mancheranno, quelli che dovranno essere individuati, quelli che potrebbero essere realizzati. Sempre, tutto possibile, ma stavolta frutto di attento studio. Ed ecco che, vedendo il grafico dei 500 posti auto previsti in zona Torre Mozza, a pochi metri da Mondonuovo, si è pensato subito a uno scherzo. Anche se si avessero tanti soldi da buttare (ma non bisogna buttarli). In una parola, completamente inutile.
Dal punto di vista logistico, quell’area sarebbe interessata da un viavai incessante e pericoloso e le tanto decantate navette non farebbero che aggravare la situazione.
Eppoi, “quel” parcheggio, tolti una ventina di giorni di agosto, a cosa servirebbe? Forse di questo i candidati-sindaco (ma anche altri) dovrebbero maggiormente parlare ed essere convincenti se pensano di fare breccia nell’elettorato. Certo, quello melloniano si presenta tetragono e, dunque, dovrebbero guardare altrove. Il rischio – paventato dall’ultima candidatura di Maurizio Leuzzi – è quello di accontentarsi “ti lu rispicu”, cioè di quello che è rimasto dopo la mietitura del grano, di raccattare quello che altri hanno lasciato. E, dunque, meglio carte scoperte (ma ci vogliono buoni giocatori), affinchè nessuno possa poi dire che aveva ragione.
(*) “Rispicu = spigolatura
LUIGI NANNI















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