NARDO' - Cento telecamere per blindare le marine di Nardò! Uno sproposito, un intervento che non trova giustificazione. Chi l’ha suggerito? Chi l’ha spinto? Quali le necessità? Lontani dal dover sottostare a un’idea di città alla “Verisure” (porte e finestre blindate per ogni famiglia. Anche a rate!).
Che anno è, che giorno è…?
Lucio Battisti quando cantava questa indimenticabile canzone non pensava certo a Nardò ma (Lapalisse), fosse ancora vivo, di sicuro gliel’avrebbe dedicata. Un corposo articolo di giornale, in prima pagina, annuncia una notizia, un provvedimento, solo all’apparenza ordinario: ben cento telecamere da posizionare tra marine e territorio di Nardò “In funzione di deterrenza” – pare di capire. Più prosaicamente, per scoprire malintenzionati, ladri e affini.
E tanti ad applaudire, a cominciare da chi ha promosso l’iniziativa. A occhio e croce sembrerebbe una normale cosa (peraltro, tutto a Nardò viene fatto …a fin di bene), ma non lo è. Il provvedimento si porta dietro e addosso un’idea ridondante di sicurezza, perfino malsana, di tutela del territorio, delle sostanze da difendere, della proverbiale tranquillità da assicurare. Suvvia, non pare esserci a Nardò un tale allarme da dover installare cento telecamere! E nemmeno metà della metà! Chissà a chi è venuta in mente una tale necessità, chiaramente indotta, soprattutto nella parte giustificativa (che, alla fine, è poi un boomerang), quando si dice che le Forze dell’Ordine non bastano a stare dietro a ladruncoli e poco di buono.
L’obiezione al Nanni Orco: che male c’è ad assicurare “maggiore sicurezza” alla popolazione? Rispondo a qualche buontempone che potrebbe pensare che difendo ladri e malandrini. L’obiezione (come in tribunale) viene respinta, poichè è la “pezza d’appoggio” che non funziona. Ci si affida alla scorciatoia “tecnologica”, si “delega” tutto alla telecamera, sottraendosi semmai dall’investire in cultura ed educazione, investimento sociale. Insomma, tutto verrebbe risolto senza grande fatica (la telecamera lavorerà per noi!), finendo col rendere un’idea inappropriata della situazione, lontana dal comune sentire.
Dovrebbero capirlo proprio coloro che hanno deciso per le telecamere. Con impiego, utilizzo (e risultati), tutti da verificare. Non può essere qualche furto in più o una scazzottata la ragione ultima per decidere di recarsi in fabbrica e ordinare lo sproposito di un centinaio di aggeggi che vanno ad aggiungere alle telecamere di tanti esercizi privati e a quelle altre, già installate (foto trappola) che sanzionano quanti gettano impunemente i rifiuti per strada. Su quest’ultima cosa è chiaro che siamo pienamente d’accordo. A questo punto esprimiamo altri dubbi e altrettante certezze. Non ci risulta che Nardò subisca più furti di Galatina, Gallipoli o Ugento. Dove a nessuno è venuto in mente di fare una cosa del genere e nemmeno avviare il “dibattito”. Ammenochè, in un prossimo futuro, non vogliano prendere esempio da Nardò e buonanotte al secchio.
Sia come sia, la nostra l’abbiamo detta. Che si aggiunge a qualche altra presa di posizione e, detto in generale, a tutti gli interventi di una qualsiasi amministrazione che debbono essere regolati dal criterio di priorità. Oppure, come oggi si dice, alla postura che questa amministrazione, cioè quella di Mellone, intende avere con la sua comunità (domanda: perché scatenarle ogni volta una guerra e non tenere conto di quanto questa stessa comunità osserva? Lampante la vicenda dell’abbattimento della Scuola Media di via XX Settembre voluta da questa amministrazione e contro la quale sono state raccolte migliaia di firme; crediamo, comunque, che la partita non sia chiusa).
Poi, tornando al tema delle telecamere, capita sempre di cogliere l’osservazione del solito maligno cui non gliene sfugge nemmeno una. Che, nel crocchio che si era formato vicino al bar per discutere della faccenda, una persona ha preso la parola per ricordare la storia delle cosiddette “firme false”. “Che c’entra tutto questo – lo ha rimbrottato uno dei presenti – con l’argomento di cui stiamo dibattendo, stiamo parlando delle cento telecamere che Nardò si prepara ad accogliere?”.
“C’entra, c’entra eccome!” – ha chiosato risoluto l’uomo. Subito ha voluto fare una premessa, non volendo dire per chi aveva votato (ma nessuno gliel’aveva chiesto!)
Per prima cosa si è detto favorevole alla loro installazione. E si è messo subito a spiegare.
“Tenete conto che al momento della sparizione dei faldoni dal Comune nessuna telecamera riprese l’accaduto, solo perchè non ve n’era installata nemmeno una. E, pertanto, nessuna telecamera poteva immortalare l’azione. Eppoi, risultò che non ci fu effrazione, cioè scasso e quindi la porta o il portone furono aperti con la loro stessa chiave. Soltanto una telecamera poteva riprendere la cosa. Che sarebbe stata decisiva per riprendere tutto e forse qualcuno di quegli ignoti protagonisti. Per questa ragione, oggi, vi dico, che non soltanto sono favorevole, ma favorevolissimo, alla loro installazione!”
Luigi Nanni















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