NARDO' - Lettera aperta sulla pericolosa condizione di sicurezza e salute dei lavoratori immigrati impegnati nella raccolta di prodotti ortofrutticoli nella zona di Nardò.
Le Segreterie provinciali della Flai e della Cgil di Lecce, dopo numerosi sopraluoghi effettuati durante lo svolgimento
della normale attività sindacale tra i lavoratori impegnati nella raccolta di prodotti ortofrutticoli nelle campagne dell'area di Nardò, sentono il dovere di segnalare la preoccupante situazione in cui versano i lavoratori immigrati, giunti nel nostro territorio, come ogni anno, per lavorare come braccianti stagionali nei campi.
Essi infatti, essendo a tutt'oggi, sprovvisti di un luogo in cui sostare e alloggiare, hanno trovato riparo in un'area dismessa, denominata ex falegnameria, e che lo scorso anno, nel mese di luglio, fu anche oggetto di ispezione e sigilli da parte delle autorità
sanitarie. Detta area, appare sovraffollata e in evidente stato di abbandono e degrado (come appare anche dalle foto allegate).
Lo stato di degrado dei luoghi, in cui sono allocati numerosissimi materassi (disseminati tra locali interni e aree circostanti), appare così avanzato, sia dal punto di vista igienico-sanitario che da quello della sicurezza logistica, da farci seriamente temere la possibile inagibilità delle strutture, pure così densamente abitate.
Manifestiamo fondati timori che la suddetta struttura possa all'improvviso cedere, crollare, rovinare, provocando drammatiche conseguenze per la vita di centinaia di persone.
Il senso di responsabilità dei soggetti in indirizzo non può non tenere conto di una situazione ai limiti dell'emergenza umanitaria, che, purtroppo, si ripete anche quest'anno e che avremmo sperato di non dover denunciare per l'ennesima volta.
Così come non possiamo, con preoccupazione, constatare che, al momento, nonostante gli annunci fatti durante i tavoli tecnici svoltisi nel nostro territorio a inizio stagione, risultino tutt'ora
disattesi tutti gli impegni presi dalle istituzioni del luogo, in primis
dall'amministrazione della città di Nardò, in particolare in merito alla
allocazione di una tendopoli, che è bene considerarsi solo una
soluzione di emergenza e non normalizzata, dotata di ombreggiatura, di servizi igienici e di acqua
potabile, e alla strutturazione di sportelli per i "servizi alla
persona" nei pressi della ex masseria Boncuri, quest'ultima,
oggi, in totale abbandono e non utilizzata per l'accoglienza.
Neanche questa volta l'Amministrazione comunale è stata
disposta a mettere in piedi alcuna sinergia con la Regione Puglia, né a valutare
alcuna proposta della Cgil finalizzata a eliminare i ghetti e a depotenziare
l'influenza dei caporali nella zona, favorendo concrete azioni di accoglienza e
di inclusione dei lavoratori stagionali.
Riteniamo inutile sottolineare che i
suddetti lavoratori, non avendo alternative dignitose, sono costretti a sostare
in un'area pericolosa e pericolante, come quella della ex falegnameria, o in
altri siti di fortuna dispersi nelle campagne, correndo seri rischi dal punto
di vista igienico-sanitario e della sicurezza, nonché a sottostare al ricatto e
alle vessazioni di caporali etnici o di altre intermediazioni illecite.
Chiediamo pertanto ai soggetti in indirizzo di
intervenire quanto prima nell'interesse dei lavoratori e del territorio, atteso
che si contano, disseminati nei casolari delle campagne circostanti, almeno
200-250 lavoratori stagionali in attività o alla ricerca di lavoro.
Il Segretario generale Flai Lecce La Segretaria provinciale Cgil Lecce
Antonio Gagliardi Antonella Cazzato
















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