NARDO' - I caporali lo sfidano, lui risponde con i fatti. Il litigio con uno dei "rappresentanti" dei migranti, davanti alle forze dell'ordine. Poi... l'ordine.

Il "pugno duro" del sindaco Marcello Risi e della sua Amministrazione sta sortendo risultati: un folto gruppo di migranti occupati nella raccolta delle angurie in queste ore si è trasferito nel nuovo campo attrezzato in contrada Arene, a pochi metri dalla falegnameria fatiscente fatta sgomberare. Sarebbero cinquanta.
In questo modo i gruppi più "deboli" nel complesso equilibrio che compone la singolare geografia che si forma nelle campagne di Nardò in estate si starebbero liberando dalla schiavitù di una sorta di nonnismo messo in atto da pseudo caporali: nordafricani, molto più anziani come frequentazione della zona, che forniscono (si fa per dire) servizi agli altri, in genere maliani, sudanesi, ghanesi, senegalesi, ivoriani. I servizi sono i trasporti, i contatti con il territorio, il cibo e l'acqua, le prostitute.
Proprio alcune sere fa c'è stato lo scontro, solo verbale, tra il primo cittadino di Nardò e uno dei più noti "capi" del gruppo magrebino che si arroga anche la possibilità di far scoppiare disordini ed è spesso protagonista di interviste e prese di posizione. Al sindaco quest'uomo ha urlato che da lì non si sarebbe mosso nessuno e che i migranti sarebbero entrati nel campo attrezzato solo se lui e i suoi amici avessero potuto continuare a gestire. In primis la mensa.
Una richiesta – anzi un tentativo di imposizione - che ha fatto imbestialire il sindaco il quale, in una virtuosa alleanza con la curia e col vescovo Fernando Filograna, ha predisposto un servizio mensa gestito dalla caritas diocesana (con il trasporto effettuato con gli autobus messi a disposizione dal Comune) che è veramente il fiore all'occhiello all'intera operazione di sostegno alle esigenze dei lavoratori migranti. Alla fine, tra un turbinoso giro di telefonate e contatti con la prefettura e con le forze dell'ordine (e anche una "giunta" improvvisata nel campo, venerdì sera) tutto pare tornato al proprio posto: i lavoratori "veri" a riposare e ristorarsi nel campo attrezzato con tende, docce e centro di alfabetizzazione, gli sfruttatori ai margini.
"Nardò sta dando l'esempio come è spesso successo – dice il primo cittadino – e nel campo ci sono tende nuove, docce, bagni chimici, acqua potabile, spazi per la ricreazione e l'alfabetizzazione degli stranieri. Le parole d'ordine – conclude – sono accoglienza per i lavoratori ma anche lotta senza tregua ai caporali".
















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