NARDO' - I recenti fatti accaduti a Castel Volturno, nella zona di Pescopagano, ripropongono con drammatica attualità il fenomeno del grave sfruttamento in agricoltura, e non solo. Un tema del quale troppo spesso ci si dimentica nonostante la dimensione del fenomeno e la sua diffusa presenza su tutto il territorio nazionale.
La questione coinvolge in particolare i lavoratori stagionali irregolari che soprattutto con l'arrivo della stagione estiva si riversano per lo più nella campagne del Sud Italia, dove si adattano a condizioni di vita degradanti, sperimentando in molti casi un vero e proprio sfruttamento.
In assenza di servizi erogati dalle istituzioni pubbliche locali, spesso sono state le Caritas diocesane ad intercettare queste situazioni, facendosene carico secondo le proprie possibilità, sia dal punto di vista della fornitura di beni di prima necessità, che della presa in carico della situazione giuridico- lavorativa, per contrastare la piaga del caporalato. Senza dimenticare che anche i lavoratori che arrivano in contesti non degradati, come dimostra l'esperienza della diocesi di Saluzzo in Piemonte, hanno comunque bisogno di accoglienza e accompagnamento.
Per coordinare queste attività e renderle più mirate ed efficaci Caritas Italiana ha deciso di avviare un'azione sistemica sui territori interessati dal fenomeno.
Per questo è nato il progetto Presidio, finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana e coordinato da Caritas Italiana con la collaborazione territoriale di 10 Caritas diocesane: Acerenza, Caserta, Foggia-Bovino, Melfi-Rapolla-Venosa, Nardò-Gallipoli, Oppido-Palmi (Rosarno), Ragusa, Saluzzo, Teggiano-Policastro (piana del Sele), Trani-Barletta-Bisceglie. Obiettivo del progetto è quello di garantire una presenza costante su quei territori che vivono stagionalmente l'arrivo di lavoratori attraverso un presidio di operatori Caritas pronti ad offrire, oltre ad un'assistenza per i bisogni più immediati, anche un'assistenza legale e sanitaria e un aiuto per i documenti di soggiorno e di lavoro.
Si tratta di operatori che girano le campagne con dei furgoni o dei camper riconoscibili grazie al logo di progetto e possono seguire così, tramite anche una banca dati, gli spostamenti dei lavoratori garantendo assistenza in ogni luogo dove c'è un Presidio Caritas.
A Nardò in particolare, gli Operatori di Presidio sono attivi fin dagli inizi di giugno. Il lavoro di mediazione, orientamento, accompagnamento ha portato i suoi frutti sin da subito, portando alla formazione di importanti ponti di alleanza con gli immigrati, che si sono visti accolti e accompagnati. Una nuova sfida per la Caritas Diocesana di Nardò-Gallipoli, da anni in prima linea per l'accoglienza e il sostegno ai lavoratori migranti. Ma che grazie al "Progetto Presidio" ha avuto la possibilità di fare un passo in più: andare nelle campagne per raggiungere i migranti, per stare al loro fianco, ascoltare le loro storie e le loro esigenze. E dare una prima risposta. Inoltre per offrire un'alternativa ai "Ristoranti abusivi" nelle campagne, che generano ulteriore schiavitù e indebitamento, la Caritas di Nardò ha deciso di avviare – contestualmente al progetto "Presidio" – una mensa che distribuisce gratuitamente la cena ai migranti.
"Il "lavoro schiavo" oggi è moneta corrente!" ha detto Papa Francesco in occasione della Giornata mondiale dei migranti e rifugiati.
Sollecitati, dunque, anche da queste parole, la Chiesa Italiana ha voluto dare un segno concreto di vicinanza a quanti cercano una ragione di vita in contesti lavorativi non conosciuti in cui non è facile trovare riferimenti e dove spesso le tutele minime non vengono garantite neppure agli italiani.
"Si tratta – come sottolinea il direttore di Caritas Italiana don Francesco Soddu - di accogliere, ascoltare, accompagnare persone particolarmente vulnerabili e, dove necessario, difenderle da sfruttamento e soprusi".
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