NARDO' - Travolto e abbandonato per ore sulla Nardò-Copertino. Sabato 6 luglioa, Mohsen ha conosciuto il sapore amaro dell'indifferenza umana. Il giovane lavoratore è un tunisino di ventiquattro anni che si trova a Nardò per la campagna delle angurie. Imprecisato il luogo di residenza, i suoi documenti riportano Andria ma la provinciale "17" è ben distante dal comune del nord della Puglia. A salvargli la vita è un suo "compaesano", Saif, di ventisette anni. Alle 23 circa, mentre tornava da Copertino con la bicicletta, Saif capta un lamento. Rallenta e nell'oscurità cerca di capire da dove arriva quel gemito.
Facciamo un passo indietro. Alle 20, secondo la prima ricostruzione, Mohsen si trovava sulla Nardò-Copertino. Una strada provinciale di circa otto chilometri che è diventata una sorta di pista: i limiti di velocità su questo diabolico rettilineo, nonostante dislivelli, buche e illuminazione pari a zero, non sono contemplati. Il 24enne sta procedendo a piedi verso Nardò quando un'autovettura lo investe. Il giovane cade per terra e riporta diverse ferite lacero-contuse a testa, braccia e gambe. Quello che succede da quel momento sino a mezzanotte finisce in un cono d'ombra. Vaga per le campagne, sviene, chiede aiuto. Nessuno può dirlo. E' Saif a ritrovarlo, adagiato sotto un cartello stradale.

Con il telefonino chiama il 118 e dopo alcuni minuti arriva l'autoambulanza della Uer con quattro volontari. Uno di loro è un medico e presta subito le prime cure. Scendono la barella, coprono il ragazzo con un lenzuolo, ma non lo caricano per trasportarlo nel più vicino pronto soccorso disponibile. Dalla Nardò-Copertino si richiede l'intervento di una seconda autoambulanza. Il secondo mezzo di soccorso arriverà dopo diversi minuti da Sant'Isidoro. Sul posto, nel frattempo, giunge una volante dei carabinieri che controlla i dati anagrafici del tunisino investito ma non effettua alcun rilievo utile a chiarire la dinamica dell'incidente. Alle 2, il trenino di ambulanze (partono entrambe per un ferito) si indirizza per Gallipoli dove i medici del pronto soccorso attendono il malcapitato per tutti gli esami del caso.
Ingombranti i quesiti che rimangono senza risposta: come è possibile che dalle 20 nessuno si sia accorto del ragazzo ferito? Tra migliaia di euro previsti dal comune di Nardò per la gestione degli extra-comunitari possibile che non siano previsti duecento euro per comprare un centinaio di giubbotti catarifrangenti?
















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