NARDO' - Totò, a volte, pareva non darti retta. Aveva gli occhi socchiusi e guardava in basso, apparentemente indaffarato a cercare un biglietto, una penna, un pezzo di carta pulito su cui disegnare una bozza.
L'udito, però, pareva sintonizzato sul retro della bottega dove una macchina di metallo nero, grande come un elefante, sferragliava che pareva una locomotiva a vapore.
Poi, quasi con un sussulto, si tirava su dritto, si poggiava con una mano alla colonna e svelava come avrebbe portato a termine il progetto che – pensando di parlare a vuoto – gli avevi spiegato fino a quel momento.
Dalla sua tipografia, tirata su veramente dal nulla quando Totò Bonuso era giovanissimo, è venuta fuori ogni genere di stampa. Se dovevi fare un manifesto politico non c'erano molte alternative, così una brochure, un libro, una partecipazione di nozze. O un giornale, come la Voce di Nardò o Il cittadino.
Ci ritroviamo sempre più di frequente a celebrare la scomparsa – perché ormai solo di questi eventi si può trattare – di straordinari artigiani, depositari di un sapere antico e meticoloso che l'era dei servizi via web sta progressivamente facendo estinguere. E ci coglie un moto di nostalgia per quel rapporto umano che i nostri concittadini sapevano allacciare guadagnandosi così la stima e il rispetto di tanti clienti, molti anche forestieri.
Va via un esempio di dedizione assoluta alla famiglia ed al lavoro, un pilastro celebrato da molti suoi amici e conoscenti che, segno dei tempi, affidano parole e ricordi proprio ai social network che, dell'effimero, è il caposaldo. Una circostanza che ci riporta alla memoria i tempi in cui l'apprendimento delle notizie era affidato esclusivamente ai manifesti murali, anche quelli prerogativa esclusiva delle vecchie e sferraglianti macchine da tipografia. Riservato, schivo e mai polemico, Totò Bonuso era una persona perbene.
Le sue uscite in pubblico, fuori dalla sua tipografia, erano davvero rare ma non mancava mai, "con la piuma sul cappello" ai raduni e alle cerimonie pubbliche alle quali partecipavano i suoi colleghi bersaglieri.
69 anni, Salvatore Bonuso è morto ieri mattina. Oggi alle 16.30 verranno celebrati i funerali partendo da via Battelli, dove c'è la sua casa. La messa è nella parrocchia di San Gerardo.
















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