NARDO' - Lui ha probabilmente salvato due persone – la ragazza che stava annaspando nel mare in tempesta e il padre che, pur non sapendo nuotare, cercava di salvarla – ma nessuno sa chi sia o da dove venga. Dopo il salvataggio, infatti, ferito e sanguinante si è dileguato velocemente dopo aver affidato la giovane in difficoltà ai medici del 118.
Grazie al riverbero della notizia sulla rete, però, oggi è possibile dare un nome ed un volto al valoroso salvatore e, sorpresa, si tratta di in turista piemontese. Il suo nome è Samuele Antonucci, ha 33 anni, è di Villanova D'Asti. E da qualche ora crede nel destino o nella provvidenza.
"Sì – commenta – penso proprio che se non mi fossi trovato per caso a passare da lì poteva succedere qualcosa drammatico. Tutto mi è sembrato così casuale ma anche preordinato. Da quel momento mi sento sereno, consapevole di aver fatto la cosa giusta trovandomi al posto giusto e al momento giusto".
Tutto succede alle 9.30 poco dopo la Punta dell'Aspide, sul lungomare che divide Santa Caterina da Santa Maria. Antonucci, che ha preso in affitto una abitazione nella frazione di Nardò, del tutto casualmente e per la prima volta nel Salento, si accorge che poco prima dell'Ave Mare c'è confusione: un equipaggio del 118 e tanta gente assiepata sugli scogli.
Il mare, battuto da un maestrale impetuoso, sta tentando di ingoiare una ragazza che viene ripetutamente sbattuta sulle rocce e presenta, ormai, ferite e graffi su tutto il corpo. E' allo stremo.
Nessuno si azzarda a lanciarsi in mare così il padre – che non sa nuotare – tenta il tutto per tutto e, aggrappato agli scogli, cerca di afferrare la giovane. Antonucci arriva sul posto e non ci pensa su due volte: lascia la moglie in auto e si getta in acqua forte solo di un corso da bagnino seguito dieci anni prima in Liguria. "Qui da voi, però – spiega – ho nuotato molto per cui mi sentivo allenato ed in grado di intervenire. Ho fatto quello che mi hanno insegnato: ho raggiunto la ragazza, l'ho rassicurata che l'avrei salvata e così ho fatto".
Intanto, fuori, il padre era disperato, una donna accusava un malore. A questo punto i ricordi di Antonucci si affievoliscono: "non ricordo più molto a causa della grande tensione. Mi sono procurato alcune ferite a mani e piedi ma la ragazza stava sicuramente peggio di me. Lei mi ha sicuramente abbracciato e ringraziato tante volte ma poi mi sono ritrovato già in auto per tornare a casa. So solo che il destino mi ha dato questo appuntamento – conclude – ed io non l'ho mancato".
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