GALATONE - Tredici firme da parte del comitato di salute pubblica.
La commissione di garanzia del comune di Galatone si è riunita lunedì alle 18, in seduta pubblica, per affrontare la questione delle eco balle destinate alla discarica Rei, ubicata in territorio di Galatone ai confini con quello di Nardò.
Nel frattempo, è sceso in campo il Comitato permanente per la salute e l'ambiente, sorto alcuni mesi sulla scorta della mobilitazione popolare contro l'ipotesi di arrivo, al porto di Gallipoli, di una nave carica di amianto da smaltire presso la discarica Rei e contro l'ampliamento della stessa concesso precedentemente dalla Provincia.
«Il comitato, già insoddisfatto di come i politici abbiano trattato il problema della legittimità della concessione della variante che ha portato la discarica di inerti Rei a diventare prevalentemente una discarica di materiali contenenti amianto – dice il portavoce Giuseppe Resta - da pochi giorni ha inoltrato un esposto alla Procura della Repubblica, firmato da tredici esponenti della società civile, con idee ed orientamenti trasversali alle varie forze politiche».
I componenti del comitato stanno cercando di acquisire tutta la documentazione che serve per approfondire la situazione e per sciogliere alcuni quesiti. «Dinanzi al silenzio istituzionale ed al sindaco Livio Nisi che tranquillizza senza spiegare e motivare – sostiene Resta – è necessario capire cosa stia accadendo. In questa azione ci aiutano i consiglieri comunali di opposizione ed il neo consigliere provinciale Giovanni Siciliano. Ma il quadro generale non è chiaro. Si chiederanno le analisi relative ai questi rifiuti inertizzati, che circa un anno fa non sono state date ai consiglieri di Nardò che osteggiavano il trasporto a Castellino. Ci chiediamo se il sindaco di Galatone, l'assessore al ramo e l'ufficio ambiente le abbiano ottenute.
Ci domandiamo se sappiano cosa c'è nelle eco balle in questione, se sono a conoscenza dei codici Cer che sono ammessi nella discarica Rei, di quali codici Cer di appartenenza sono composti i rifiuti inertizzati delle eco balle e con quale codice Cer le stesse sono attualmente contrassegnate. Così come è fondamentale sapere se i codici siano stati modificati apposta, come e quando». Resta contesta le modalità con le quali la decisione è stata presa.
«Ancora una volta – sottolinea – scelte che riguardano il territorio e la salute dei cittadini dei comuni di Galatone e di Nardò sono state fatte alla chetichella, nel totale silenzio, senza nessun coinvolgimento politico e sociale. Come stava avvenendo con quel materiale, fuori dai codici ammessi in discarica, che si stava trattando per riceverlo in nave dalla Sicilia e che è stato bloccato solo da una sollevazione popolare, del quale si è venuti a conoscenza solo in maniera casuale».
















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