NARDO' - Gli affari sono affari. Per cui è sicuramente consentito che i produttori cinesi, lontani anni luce dalla tradizione cristiana, invadano il mercato italiano con ogni genere di presepe ed immagine della Natività. Va bene, non va bene... non è un discorso che ci interessa. Ci interessa, invece, il risvolto economico della questione perché i negozi sono invasi da cianfrusaglie di fattura cinese. E i costi non sono più convenienti come un tempo. Ecco perché incuriosisce quel che accade nel Nardò Garden di Nardò, in zona cimitero.
Come sapete il Nardò Garden è uno dei nostri main sponsor e grazie a questa azienda noi siamo in grado di portare avanti il portale. Anche per questo motivo frequentiamo spesso il grande vivaio con annessi i saloni dell'oggettistica.
Così è successo di arrivare a questa riflessione. Furbi come siamo, noi europei moribondi, stiamo importando tonnellate di oggetti cinesi. E' capitato, a chi scrive, di comprare su Amazon un pesantissimo oggetto d'arredamento da una ditta tedesca, in ghisa finemente lavorata, e scoprire - non senza sorpresa - che era prodotto in Cina! Anche la ghisa, dunque, anche gli oggetti d'arte o simili. Che fanno un giro pazzesco: prodotti in Cina (a costo 1), comprati e confezionati in Germania (a costo 3), rivenduti in tutta l'Unione Europea (a costo 10). Stiamo delegando ad altri, per comodità, la produzione di tutto anche in quei settori, come il manufatturiero artigianale, nel quale eravamo maestri. Non si esclude che tra un po' troveremo, perfettamente duplicati, i "panierini" intrecciati o i tamburelli della pizzica.
Ma arriviamo ai presepi che è il discorso che - visto il periodo - ci interessa. Ogni negozio ne vende una moltitudine in tutte le fogge. Un negozio aperto da poco dai commercianti cinesi a Nardò ha letteralmente prosciugato il bacino commerciale (delle cianfrusaglie) di mezza città: ogni giorno vengono staccati fino a 500/700 scontrini con un giro d'affari vorticoso. Non solo loro, ovviamente, vendono oggetti natalizi di produzione cinese. Anche altrove se ne trovano ed i prezzi, come per la ghisa "cino-tedesca", sono stati adeguati al mercato italiano con ricarichi notevoli rispetto al costo d'importazione.
Così capita di comprare un set di statuine di resina a 25 euro o una capannuccia a 30.
Come si combatte questa tendenza? Come si può ritornare ad avere un buon prodotto artigianale italiano al prezzo giusto senza comprare un bambinello che "sa" di cineseria?
L'unica speranza sono i napoletani, e i meridionali in genere: con la loro furbizia, con il fiuto per gli affari, con il loro sapersi adeguare alle situazioni, con la flessibilità che si sa fare opportunismo, con il senso di sfida che tirano fuori quando c'è un nemico commerciale alle porte. I popoli di mare, in genere, hanno scritto la storia dei rapporti commerciali e basti riportare il pensiero alle Repubbliche Marinare.
Torniamo a noi ed al Nardò Garden che ha stretto un accordo commerciale con un artigiano casertano che costruisce presepi che si possono definire monumentali. Che ha fatto, questo intelligente campano? Innanzitutto è una persona diversamente abile ma ciò non gli ha sicuramente impedito di mettere su un'impresa che costruisce presepi artigianali con legno, corteccia d'albero, colla, giochi d'acqua (magari le pompe sono cinesi! Ma questo è un altro discorso) e lucine colorate.
Il risultato finale è spettacolare: presepi enormi, alti e larghi anche un metro, realizzati con ogni accortezza e perizia. Ma il "pezzo forte" è il costo che non ha paragoni con una misera cineseria. Con il denaro occorrente per quattro brutti pezzi cinesi, in pratica, si compra un grandioso presepe "made in Italy", marchio che non riusciamo più a leggere nemmeno sulle etichette delle più famose factory italiane. L'intelligenza e lo spirito di adattamento hanno consigliato di contenere il prezzo per poter battere la concorrenza ma mantenendo una qualità certamente molto elevata.
Il discorso ha un senso, badate bene, e prende solo spunto dalla frequentazione, obbligata, che la redazione di PdM ha con un suo sponsor. E' un suggerimento per tutti che arriva da questo accordo commerciale stretto a Nardò: ai cinesi, che per quel che vediamo si mangeranno l'Europa (perché se anche i tedeschi si limiteranno a fare da nazione di "passaggio" per l'oggettistica artigianale e di pregio è davvero finita) dal punto di vista commerciale, si può rispondere con l'inventiva e la genialità del nostro Popolo.
Anche con una sola mano, anche se diversamente abili, anche se vessati da governanti continuamente inetti, nella migliore delle ipotesi, se non ladri e malfattori, gli Italiani ce la faranno. Perché - anche e di più i meridionali - sono persone speciali.
















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