NARDO' - Un presunto pirata della strada investe una ragazzina, si ferma per verificare ma poi la invita a “non fare storie” e camminare. Infine si dilegua senza prestare soccorso. Ma quando la adolescente effettua gli accertamenti, si fa i raggi al piede, si accorge di aver riportato la frattura di un dito.
Ora i familiari lanciano un appello: chiunque abbia visto si faccia vivo per poter individuare l’investitore. Della questione sono stati informati anche i carabinieri della locale stazione che hanno recepito la denuncia della famiglia e sono al lavoro per “dare un volto” all’uomo.
I fatti si sarebbero svolti così, secondo la ricostruzione dei familiari: durante la mattinata di martedì scorso, 3 febbraio, la ragazzina, di 14 anni, stava attraversando la strada per entrare nel suo istituto scolastico, in “Moccia” in via Bonfante a Nardò. Erano, più o meno, le 8,15 circa, quando un pirata della strada a bordo di un Opel di colore grigio ha svoltato bruscamente, girando l’angolo, passando con la ruota sul piede della ragazza che ha gridato per lo spavento e il dolore.
L'autista dell'auto si è fermato, in un primo momento, ma solo per invitare la ragazza a camminare “senza fare storie" e rivolgendole frasi “sbrigative”.
Poi, però, si sarebbe verificato l’imponderabile: nel momento in cui ha visto che la ragazza si è dovuta sedere a terra per la forte sofferenza, l’uomo ha rimesso in marcia l’auto ed ha accelerato per scappar via lasciandola a terra. I familiari hanno sporto subito la denuncia presso i carabinieri ed ora è in corso l'indagine per "la caccia al pirata". I parenti gradirebbero le autorità ponessero attenzione ulteriore nei pressi delle scuole, già ampiamente presidiate dagli agenti di polizia municipale, e rimarcare quello che definiscono un gesto di totale inciviltà. Infine qualche notizia sulle persone: la ragazzina frequenta il primo superiore. L’uomo potrebbe essere un sessantenne con i capelli grigi con addosso una tuta da lavoro.
L’auto, da quello che hanno raccontato i ragazzi, potrebbe essere una Zafira o una Meriva, comunque una Opel di colore grigio. Al momento non è dato sapere se in possesso dei carabinieri ci sono altri dati come qualche lettera o cifra della targa dell’automobile. C’è da dire che le scuole, per gli automobilisti, sono un percorso da psicodramma. Molto nervosismo caratterizza quei venti minuti e anche meno durante i quali le strade vengono occupate dagli studenti che stazionano intorno agli ingessi negli istituti scolastici e non è raro che avvengano lievi incidenti per distrazione o disattenzione.
















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