NARDO' - I familiari di una giovane persona scomparsa in seguito ad un incidente stradale volevano portare il cagnolino al cimitero, davanti alla tomba della padroncina. Ma il regolamento lo vieta. Ad Andare Oltre il merito di aprire la discussione, inedita, su un argomento singolare. Probabilmente il divieto va fatto risalire ad una concezione di decoro (come accade nelle chiese ed altri luoghi sacri, del resto) che, come succede per tutte le manifestazioni legate ad una struttura di valori e consuetudini, è suscettibile di cambiamenti con il mutare dei costumi. Non dimentichiamoci di quando, non molti anni fa, in chiesa o nel cimitero le donne entravano solo con il capo coperto da un velo o un fazzoletto. Una immagine dimenticata. Inoltre oggi, sicuramente, non si può parlare di un problema sanitario a proposito degli animali domestici, spesso più curati degli stessi uomini. Allora, in definitiva, questo divieto è anacronistico oppure no? Qualcuno di voi si scandalizzerebbe nel vedere un cane al guinzaglio all'interno del camposanto? O un gattino in braccio ad una bambina? Se avete contributi o pensieri scriveteci: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Siamo stati interpellati nelle scorse ore dalla famiglia di una giovane vittima della strada.
I familiari ci ponevano una questione sacrosanta a cui sulle prime non sapevamo dare risposta: è legittima l'apposizione del divieto all'esterno del cimitero comunale che impone di non far entrare gli animali domestici all'interno del suddetto luogo pubblico? Inutile dirvi che l'intenzione della famiglia era quella di far riabbracciare con l'anima il cucciolo e la sfortunata vittima. La scena, che ha ovviamente commosso i dipendenti, non ha esentato però gli stessi dall'applicare giustamente il divieto presente all'esterno in bella vista.
















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