NARDO' - "La politica faccia il suo dovere. Il comune realizzi uno studio di fattibilità per la fitodepurazione". La requisitoria è di Oronzo Capoti, consigliere comunale di opposizione, da anni in prima linea nelle battaglie più dure negli episodi di mala-amministrazione e nella difesa del territorio. L'ultima occasione di confronto è stata la commissione consiliare sulla condotta sottomarina da realizzare, nei piani della regione Puglia, nella marina di Torre Inserraglio. Un'opera già appaltata che prevederebbe lo smaltimento in mare dei reflui fognari in "tabella 1", ovvero il livello di affinamento più basso tra quelli previsti. In aggiunta ci sarebbero i lavori (scavi di diversi chilometri) per realizzare condotte di terra e di mare in un contesto ambientale molto delicato. Uno schiaffo a Nardò che parte da Bari. In aula erano presenti Graziano De Tuglie e Massimo Vaglio, entrambi componenti della consulta per l'Ambiente.
Oltre al paventato danno ci sarebbe anche la beffa di raccogliere i reflui fognari di Porto Cesareo. Una soluzione, però, dev'essere trovata. Sia per Nardò che per il vicino comune jonico. Le procedure di infrazione da parte della comunità europea incombono. La linea indicata dall'Amministrazione comunale neritina, seppur con enorme ritardo, è quella di cercare una soluzione alternativa alla condotta sottomarina. Correva il 28 maggio del 2012. Da allora gli incontri tra tutti gli enti coinvolti si sono regolarmente svolti senza trovare un chiaro punto di incontro.
"Si continua a parlare - accusa Capoti -, senza raggiungere alcun risultato utile. Alle parole facciamo seguire i fatti. L'ufficio comunale competente si metta a lavoro, anche con l'ausilio di esperti esterni, per elaborare uno studio sulla fattibilità sulla fitodepurazione. Gli interessi economici in gioco sono molto forti e bisogna fare presto per presentarsi, al prossimo incontro, con in mano una alternativa valida e percorribile. Se è possibile realizzare un impianto simile a quello di Melendugno non serve a nessuno indugiare ancora". Anche il consigliere comunale sottolinea la mancata volontà di confronto tra i due enti politici coinvolti, il comune e la regione. "Apprezzo, come tutti, -spiega- il lavoro dei tecnici chiamati in causa. Ma a loro non spetta nessun potere decisionale. Vogliamo confrontarci con i politici che prendono decisioni senza ascoltare le istanze del territorio. E Nardò ha già pagato tanto, troppo, per le scellerate scelte politiche del passato".
La parola passa ancora una volta alla giunta guidata da Nichi Vendola. Dal comune di Nardò, tra Amministrazione, consulta per l'ambiente e comitati di cittadini, si è ribadita ancora una volta la volontà popolare: no alla condotta sottomarina.
















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Gent.mo direttore, le allego un bell'articolo del Corriere della Sera.
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