
NARDO' - La notizia di ieri, quella riguardante la fontana "stella di mare", ha indotto un lettore a ricordarci del concorso di idee di qualche anno fa. In quella occasione l'Amministrazione comunale decise di affidare alla creatività dei concorrenti la riqualificazione complessiva della zona di piazza Diaz, il bel progetto che vinse la gara di progettazione (Liberare legando) e l'intera classifica con tante altre belle idee che sono rimaste, purtroppo, lettera morta. A beneficio dei più giovani lettori pubblichiamo l'intera, bellissima e affascinante, documentazione.
IL VINCITORE: LIBERARE LEGANDO
S’intitola “Liberare legando” il progetto vincitore del concorso di idee per la riqualificazione di piazza Diaz e di Viale XXV Luglio a Nardò (Le). Il team autore della proposta è composto dagli studi Carriero Architetti Associati (Gallipoli, Le) ed Arching Antico Srl - Società di Ingegneria.
Al secondo ed al terzo posto della competizione si sono invece rispettivamente posizionati i team di Td&z Associati S.r.l (Lecce) col progetto “Città Maestra Dell'uomo” e dell’arch. Leonardo Murmora (Nardò).
La proposta vincitrice trasforma Viale XXV Luglio in una “piazza diffusa”, a misura di pedone. Ripavimentato con pietra locale (basolato in pietra calcarea di colore scuro per il percorso carrabile e lastre in pietra di Trani bocciardata per il percorso pedonale il corso è attraversato da lastre in acciaio corten che, collegando i marciapiedi opposti del viale, scandiscono la presenza di nuovi spazi per la sosta e la socializzazione e di aree verdi.
“L’approccio progettuale per piazza Diaz nasce dal desiderio di valorizzare le emergenze presenti, costituenti l’identità sedimentata del luogo, dalle più antiche quali il Castello Aragonese, alle più recenti come la fontana a stella della rotatoria, spiegano dal team vincitore. Nel progetto, il moderno convive e dialoga con il passato e le emergenze si arricchiscono in questa duplicità di linguaggio. Ciò è evidente già dalla scelta di conservare le pavimentazioni prospicienti il fronte principale del castello ed estendere l’uso di questi materiali della tradizione locale (basolato) ad altre parti della piazza, accostandoli ai corsi regolari di una pavimentazione dal taglio più moderno (trani bocciardato), creando così un mix tra nuovo e antico. Il “corten” diviene elemento descrittivo del mutamento della pavimentazione e del formarsi di “concrezioni scultoree”, dovute agli spacchi causati dalla forza del passato che riemerge in corrispondenza della stella e dell’antico camminamento murario, oggi destinato a strada carrabile.
La fontana, ulteriormente caratterizzata ampliando la porzione pedonale della rotatoria e decorata da un disegno anch’esso di forma stellare, diventa così fulcro generatore dello spazio circostante. Le “spaccature” segnate dal “corten” giungono fino alla base dei palazzi storici che fanno da quinte alla piazza, partecipando così essi stessi alla storia che il luogo racconta.
Il Castello viene valorizzato con l’eliminazione di una delle due bretelle terminali di via Roma e l’ampliamento in direzione sud-ovest di piazza Diaz, fino ad inglobare la piazzola triangolare che ospita il monumento ai caduti. Tutta l’area sul fianco del Castello diviene così più estesa, solcata da un “corso d’acqua”, quale immaginario fossato del castello, che delimita un leggero declivio del terreno sino alla quota di -1,50 m, attrezzabile per piccoli spettacoli all’aperto (concerti, proiezioni di films e altro).
I nuovi elementi nati dalla concrezione del terreno definiscono gli spazi della grande piazza: il muro che delimita lo specchio d’acqua, un camminamento cadenzato che porta fino alla “Torre ti lu Nnamuratu”, un ampio prato di forma allungata che punta verso il centro storico, un muro che incanala nuove prospettive visuali e una “gradonata vegetale” intorno alla grande magnolia della piazza, valorizzata insieme alle altre principali essenze arboree esistenti, con l’aggiunta di alcuni esemplari di prunus cerasifera".
















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