NEVIANO/LONDRA - Luca e Gabriele Stifani - originari di Neviano, ma trapiantati in Inghilterra da ben 15 anni - sono pronti ad ingranare la marcia per il loro primo lungometraggio destinato per il grande schermo, il cinema.
Dopo svariati successi teatrali in giro per il mondo, e dopo essere stati premiati anche per numerosi cortometraggi, ritornano al loro «primo grande amore», realizzando un documentario su Duel, il primo film di Spielberg.
Questo film fu realizzato nel 1971 con un budget ristretto, senza attori di rilievo, ma ha tenuto incollate al televisore prima, e al cinema poi, diverse generazioni per oltre quarant’anni. Sono stati tutti ipnotizzati dal camionista spaventoso, mai rivelato, che inseguiva un automobilista solitario per le strade del deserto del Sud della California.
Il documentario dei gemelli Stifani si chiama The Devil on wheels, abbreviato Dow, Il diavolo su ruote, e partirà dal Salento alla volta della California per svelare il segreto del successo di Duel.
Nel primo trailer per lanciare il progetto, appare Neviano con la mamma Agatuccia che saluta Luca e Gabriele prima della loro partenza per l’America.
L’Amblin Entertainment, la compagnia di produzione cinematografica e televisiva fondata da Spielberg è stata informata e sta seguendo con piacere e notevole interesse questo progetto.
«Il nostro obiettivo è quello di indagare sul potere di questo film, provando a rivelare la magia del suo essere intramontabile», dice Gabriele.
E aggiunge Luca: «Ancora oggi gli esperti cinematografici studiano il significato profondo che si cela dietro Duel, mentre gli aspiranti registi ne analizzano il modo in cui il film fu realizzato».
«Questo primo lavoro di Steven Spielberg è divenuto una delle referenze cinematografiche più gettonate. Non a caso il regista Alfonso Cuaron, si è basato proprio al film di Spielberg per realizzare il film Gravity».
I registi salentini collaboreranno con un team internazionale di tutto rispetto: Roger Allen, produttore cinematografico inglese con oltre 25 anni di esperienza ed esperto d’informatica del «Daily Mail»; Roger Vicente giornalista e cameraman spagnolo che vive e lavora in Cina; Manuel Rodriguez esperto nel montaggio dei video, vive e lavora a Barcellona. Il direttore responsabile di questo progetto cinematografico è Enrich Folch, un pluripremiato regista televisivo spagnolo.
«Quando Roger Allen mi ha presentato i registi Stifani, da lui tra l’altro considerati come fratelli, sono subito rimasto affascinato dalla loro spontaneità e umiltà», dice Enrich «il loro talento e la loro creatività mi hanno spinto subito a proporgli di entrare a far parte nella squadra di Dow».
I cinque cineasti voleranno in America per intervistare i vari membri del cast di Duel, per ricostruire pezzo dopo pezzo il mosaico di un grande successo. Non mancheranno degli incontri organizzati con i fan del genere, ed anche con vari esperti del cinema per esplorare il fenomeno, ancora crescente, del film.
La produzione di “The Devil On Wheels” avvierà una campagna di ‘crowdfunding’, ovvero la raccolta di fondi, finalizzata al finanziamento pubblico, nella formula donazione e ricompensa, e la donazione sarà a scelta dell’utente.
Tale campagna permetterà ai fan di partecipare direttamente alla realizzazione del documentario. Il “crowdfunding" dura 30 giorni e terminerà il prossimo 4 aprile, sul portale Kickstarter, con la formula di "all-or-nothing" (tutto-o-niente).
Ed in una mattinata piovosa, tipica londinese, nel loro piccolo appartamento – adibito a casa di produzione cinematografica - incastonato nel cuore di Londra, nell’area di Westminster, Luca con occhi nostalgici, confessa: «Non vediamo l’ora di tornare nel Salento e di coinvolgere, ancora una volta, la nostra terra in questo progetto, girando delle scene aggiuntive».
E Gabriele con emozione precisa che stanno cercando la giusta location per proiettare la Premiere, la prima visione, del documentario.
«La premiere sarà sicuramente in Italia, ma il nostro sogno è quello di farla nel nostro Salento, dove ci sarà la possibilità di ospitare i fan d’oltreoceano che maggiormente hanno contribuito alla realizzazione di questo documentario».
Il cinema, storia di un amore…
Luca e Gabriele indossano gli stessi abiti, ma con colori differenti; gesticolano nello stesso modo e prima di mangiare fanno sempre il segno della croce. I fratelli Stifani sono nati nello stesso giorno, il 13 settembre del 1980 e da allora hanno condiviso tutto: i valori, un forte senso della cristianità, e la loro grande passione per il cinema.
«Ricordo ancora quando nostro padre ci portò in vacanza a Venezia, avevamo 10 anni, ed eravamo ipnotizzati dalla telecamera che ci prestò lo zio», dice Luca.
«Dopo averla scrutata per qualche giorno abbiamo infranto le regole di nostro padre che ci aveva ordinato di non toccarla, e quando non eravamo in macelleria ad aiutare i nostri genitori, passavamo ore a montare film», aggiunge Gabriele.
Per inseguire la loro passione sono andati lontano, nel nord dell’Inghilterra, a Newcastle, dove si sono laureati con il massimo dei voti in regia e produzione cinematografica.
Con emozione il padre dei registi, Totò racconta al telefono in una intervista Londra-Neviano che all’età di 19 anni, Luca e Gabriele provarono a studiare cinematografia presso una prestigiosa Università di Roma, ma la retta era troppo alta.
«Avendo una famiglia numerosa con 5 figli non potevamo permetterci di sostenere queste spese. Entrambi provarono a lavorare per autofinanziarsi, ma tra l’affitto e i costi universitari non era possibile proseguire gli studi», precisa Totò.
«Luca e Gabriele ci dissero di voler inseguire il loro sogno nel Regno Unito, riuscirono a vincere una borsa di studio alla Northumbria University e il giorno della loro laurea rimarrà per sempre indelebile nella nostra memoria».
E sulla loro religiosità, Totò ricorda un episodio: «Quando andai a trovarli anni fa, il sacerdote di Newcastle mi disse che i miei figli sono una gioia per l’umanità per il loro spirito di altruismo.
Ovviamente, quella fu per me una conferma di aver fatto un buon lavoro. Perché non è la ricchezza materiale che forma un uomo, bensì i valori».
E, aggiunge: «Non a caso i miei figli, in qualsiasi parte del mondo si trovino, cercano sempre una Chiesa dove professare la loro religione».
E ora che Luca e Gabriele sono pronti a volare in America per il documentario sul film di Spielberg, Totò senza pensarci, ammette: «Vorrei andare con loro per vivere questa meravigliosa esperienza. Anch’io ho sempre avuto la passione per il cinema e ora, la sto concretizzando con i miei figli».
Mamma Agata con un po’ di imbarazzo confessa: «Non ho potuto rivedere la scena in cui i miei figli mi hanno ripresa.
Una mattina mi hanno detto che avrebbero fatto delle riprese e senza nemmeno pensarci ho detto sì, considerato che abbiamo sempre sostenuto i nostri figli nella loro grande passione».
E il sostegno arriva anche dagli amici, Patrizia Simone di Neviano, afferma: «Luca e Gabriele mi hanno sempre chiamato zia, pur non essendoci un legame di sangue, le nostre famiglie sono sempre state unite.
Ogni volta che rientrano in Italia vengono a salutarmi e mi chiedono di andare a mangiare una frisella con la stessa spontaneità di quando erano bambini. Ed ho sempre avuto il piacere di conoscere i tanti amici, provenienti da tutto il mondo, che hanno portato in vacanza».
Da Nardò, Roberto e Fabio Colella ribadiscono la loro umiltà: «Conosciamo i gemelli Stifani e la loro famiglia da tanti anni e non abbiamo mai avuto dubbi che Luca e Gabriele viaggiando per il mondo potessero perdere la loro genuinità».
Paola De Pascali


Luca e Gab davanti al furgone di Duel, foto di Andrew Marriott

















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