NARDO' - Embè, ce la siamo proprio meritata, provincialotti che altro non siamo. La lettera che leggerete è impietosa, sacrosanta e ci mette a nudo davanti ad uno specchio. Ecco come ci vedono gli altri, in definitiva.
Una nota a margine di questa lettera, inviataci da un signore che (evidentemente) neritino non è, però va fatta: chi protesta, si danna, fotografa, segnala è chi non si rassegna. Conosciamo persone che si riparano da sole il marciapiede, ripuliscono la strada dalle deiezioni dei cani (altrui), tagliano le erbacce, fanno la differenziata in maniera maniacale. Sono persone civili che riequilibrano la quota di inciviltà del proprio vicino di casa.
Poi, è vero, vien voglia di mandare tutto all'aria quando, di notte, un imbecille ti scarica il suo pacchetto di sigarette o la lattina della bibita (o un intero sacchetto di spazzatura!) nel tuo giardino. Ti viene da impazzire quando il deficiente di turno parcheggia sullo scivolo dei disabili. Ti viene da ululare quando, a due metri dal cestino pubblico, un imbecille esce dal tabaccaio e getta (puntualmente) il gratta e vinci, non solo lo scontrino, per terra. E se provi a riprenderlo quello ti mena pure!
L'arte, la "funzione", delle minoranze, dunque, è sempre quella della "resistenza". E noi, invece di mollare, resisteremo, pubblicando la rabbia chi non si rassegna e non rassegnandoci a nostra volta. E inviteremo alla resistenza civile contro ogni genere di maleducazione, grettezza, mancanza di amor proprio. Per cui ben vengano, mille volte, lettere come questa. Perché ci ricordano che dobbiamo resistere e anche fare proselitismo.
Ogni tanto qualcuno si sveglia la mattina e si accorge che nardò è un paese di m...: sporco, scassato, disorganizzato e tutto il peggio che si può dire.
Non ho mai però visto nessuno dire che la colpa non è solo di chi governa (visto che cambiando i colori il risultato non cambia), ma di chi ci abita.
Perché questo è il punto: le comunità non le fanno i politici ma i cittadini. Se i cittadini (e i politici che sono a loro volta cittadini) sono maleducati, cafoni, ignoranti, incivili il risultato è un territorio invivibile.
Tutti i neretini sono bravi a criticare e a fare i sapientoni su come le cose devo essere fatte e organizzate. Poi però sono i primi a comportarsi da cafoni incivili gettando cartacce a terra. lasciando sacchetti di spazzatura (se non peggio) sui marciapiedi e agli angoli delle strade, inondando i pochi cassonnetti rimasti di rifiuti. Fermatevi davanti a un qualunque esercizio commerciale e non troverete un neretino che non getti a terra lo scontrino fiscale, il volantino delle offerte, il pacchetto di patatine, la bottiglietta d'acqua. Puliti a casa loro ma sporchi nei luoghi pubblici. Questo è l'assioma che ha sempre caratterizzato i meridionali.
Nel 2015 la maggior parte degli abitanti di questa cloaca a cielo aperto ancora non indossa le cinture di sicurezza in auto, gira con bambini piccoli non legati al seggiolino, guida in modo irresponsabile senza rispettare i limiti di velocità e gli altri utenti della strada. Si incolpano i vigili per la loro assenza. Ma davvero ci vuol un vigile per far capire che non bisogna parcheggiare davanti a uno scivolo per invalidi o davanti all'uscita di una scuola o di un negozio come accade regolarmente? Questa è solo ignoranza che è l'unica cosa che abbonda (oltre alle erbacce) tra i neretini.
Ogni volta che ho la fortuna di tornarmene a casa mia, mi sembra di tornare a respirare. Vedo persone che si comportano civilmente rispettando gli altri, macchine che non sono parcheggiate in maniera ignorante in mezzo alla strada, strade e marciapiedi puliti, luoghi pubblici rispettati. Un altro mondo che i nerdiani con le loro fette di salame sugli occhi non riuscirebbero ad apprezzare perché richiederebbe un senso di civilità che non gli appartiene.
(Peter Moggio)
















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