NARDO' - Con la consueta ironia, stavolta condita da una spruzzata di (tanta) amarezza, la concittadina Serena Marchese ipotizza che sia quasi impossibile contrastare la maleducazione dei nostri concittadini.
Il "fatte li cazzi tua" che leggerete nella sua lettera è il paradigma di cosa rischia, nella migliore delle reazioni, chiunque faccia notare ad un neritino (ma a un leccese, un copertinese, un galatonese) una condotta disdicevole.
Chi scrive ebbe l'ardire di manifestare disappunto nei confronti di una stronza che svuotava in strada la propria auto (in corsa) da carte e cartoncini per poi ritrovarsi i ruvidi parenti sotto casa a chiedere conto di quel rimprovero.
Non so quale possa essere la soluzione. Non c'è gogna, multa, rimbrotto, sanzione che tenga. Stiamo peggio che in altre realtà ma sicuramente meglio di "altri" sud e ciò non ci può e non ci deve consolare. La classe politica, dirigenziale, gestionale è frutto di questa società per cui, sia pur "distillata" dalla stessa, è incline alla tolleranza, a lasciar correre, a non cercare soluzioni.
L'unica speranza è l'educazione, è la sensibilità che sapranno sviluppare le future generazioni ma questo è un argomento vecchio, sfruttato e che rischia di tramutarsi in una eterna illusione.
Mi verrebbe da dire che un governo coraggioso della città potrebbe multare qualcuno beccato in flagranza (mentre sacrica abusivamente rifiuti, mentre insozza, mentre danneggia) fino a togliergli le mutande, così da colpirne uno per educarne cento ma ho paura di essere tacciato come reazionario. Eppure le multe comminate a chi gettava per strada spazzatura "tracciabile" e riconoscibile (come le bollette) ebbero grande eco, qualche mese fa.
Ma come è finita? Sono state pagate o ci sono stati politici, avvocati, tribunali che poi hanno trovato il cavillo per far trionfare l'impunità?
LA LETTERA
"Quando sono uscita da casa questa mattina, all’angolo c’erano i soliti enormi sacchi di immondizia abbandonati. Due sacchi di quelli belli grandi, che si chiamano da condominio, pieni zeppi di spazzatura. Quando sono rientrata erano ancora lì e probabilmente ci resteranno fino a domani, quando gli spazzini li porteranno via insieme all’indifferenziata. O almeno spero".
Non è una novità. Sono lì praticamente ogni giorno, credo si teletrasportino, altrimenti non si spiega com’è che nessuno veda mai questa gente che porta sacchi enormi e pesantissimi e li lascia per strada. Di solito poi, hanno un contorno di altri sacchi e sacchettini, alcuni pieni di pupù, visto che qualche simpatico padrone di un cane pensa bene di raccoglierne gli escrementi, ma gli pesano poi le zampette (al padrone, non al povero cane) per arrivare fino a un cestino.
Qualcun altro il problema non se lo pone nemmeno. Apre la porta a Fido, lo lascia scorazzare e scacazzare ovunque e a cose fatte lo richiama in casa. Credo sia una versione moderna del gioco della campana, loro lasciano la cacca qua e là e poi tu devi essere bravo a saltellare per evitarla. A giudicare dalla quantità, credo ci saranno a breve i campionati mondiali.
Qualcun altro che vuole partecipare al gioco, ma Fido non ce l’ha, ha ovviato al problema a modo proprio. Probabilmente ha sfruttato l’avere una vescica e un intestino debolissimi, tanto da doversi tranquillamente liberare per strada.
Tanto la strada, come si sa, è di tutti. Deve pensarla così anche quel mio vicino che, controllando la posta ha trovato dei volantini pubblicitari. Erano ben tre, immagino rivestiti di piombo, tanto da rendergli estremamente faticoso il portarli fino in casa per metterli nel bidone. E infatti li ha lanciati per strada. Sono abbastanza sicura che non sia un turista, quando gli ho fatto notare che aveva lanciato i volantini per strada, mi ha risposto con un gentilissimo “fatte li cazzi tua”. Ma si sa, questi tremendi forestieri si mimetizzano tra la brava gente neretina e ne copiano il linguaggio per dare meno nell’occhio.
Imitano anche gli usi locali. Credo che ci siano diverse famiglie in Francia, Germania e nel nord dell’Italia che da diversi mesi, in vista delle prossime vacanze nel Salento, hanno ristrutturato casa e hanno conservato in appositi TIR i wc e le piastrelle da scaricare al Frascone e hanno comprato alla nonna il televisore al plasma solo per avere il gusto di venire qui a lasciare in campagna quello vecchio.
Concludendo, per non abusare ulteriormente della pazienza di chi legge, credo che non si possa replicare a chi venendo da fuori e guardandoci con occhi meno assuefatti alla bruttezza quotidiana ci muove delle osservazioni sacrosante, dicendogli “resta a casa tua”. Perché probabilmente lui lo farà e si risparmierà il mal di fegato, ma noi resteremo ciechi e sordi immersi in una inciviltà brutale e sempre più padrona del territorio.
















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