
NARDO' - I grandi le vogliono affondare, i piccoli dimostrano di saperle costruire. I bambini della scuola di via Bellini respingono l'indifferenza che aleggia sul naufragio nel canale di Sicilia e costruiscono decine di barchette di carta per ricordare i migranti morti: "I bambini in mare devono giocare, non morire".
L'iniziativa dei giorni scorsi è il risultato di un percorso di studio iniziato dopo la tragedia consumatasi nella notte tra il 18 e il 19 aprile scorso (circa ottocento persone disperse in mare e solo ventotto superstiti). Il Mediterraneo sta diventando un grande cimitero fluttuante eppure i governanti si voltano dall'altra parte. Le immagini dei corpi in balìa delle onde, però, è entrata nelle pieghe della vita di tutti i giorni.
E se una larga fascia preferisce ignorare, a chiedersi "cosa possiamo fare" ci pensano direttamente i bambini. Deposti per qualche giorno i libri di storia con le guerre dei romani, le maestre della scuola hanno affrontato con grande senso di responsabilità quelle che diventeranno le pagine di storia dei libri del futuro. Si è partiti dalla poesia "Se istruisci un popolo" in sostegno della più scontata risposta di qualsiasi bambino, ovvero "aiutiamo chi soffre a casa propria". Si è andati avanti con letture di giornali sino a ieri quando tutti i bambini hanno ricordato la tragedia costruendo decine di barchette di carta e realizzando un cartellone con alcune pensieri.
Il progetto è partito dalla classe 5° A con l'insegnante Maria Grazia Giustizieri e subito condiviso dalle colleghe Denise Alemanno (responsabile del plesso), Maria Rosaria Trifoglio, Francesca Manca, Anny Giuranna, Antonio Giuri, Antonella Sabatelli, Patrizia Qualtieri, Grazia Lotito, Anna Maria Garzia e Stefania Toma e Cinzia Filieri (rappresentante della 5°A).
















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