NARDO' - "La squadra del malgoverno di Risi fa perdere a Nardò un milione di euro". Ma l'assessore replica: "la colpa è della Regione e rimedieranno".
NOTA PENTASTELLATA
Nardò ha perso per l’ennesima volta un’occasione d’oro; non ha perso solo il denaro, ma un’occasione per valorizzare un pezzo di storia, un’occasione per dare lavoro e per muovere un minimo l’economia locale.
Ma partiamo dall’inizio.
La Regione Puglia, con determinazione dirigenziale n. 186/2015 del Servizio Beni Culturali, ha approvato un elenco di istanze ammesse alla fase di verifica documentale relativamente all'avviso pubblico per il finanziamento di interventi di recupero, restauro e valorizzazione dei beni culturali immobili e mobili di interesse artistico e storico, appartenenti ad enti pubblici locali territoriali (Comuni, Province, ecc.) della Regione Puglia. L'avviso prevedeva, nelle modalità e termini di presentazione delle istanze, che le domande fossero inoltrate, a pena di esclusione, unicamente per via PEC, a partire dal 1° settembre 2015 (quindi a partire dalle ore 00.00 del 1° settembre) e fino alle ore 24:00 del 15 settembre 2015. Non sarebbero state ammesse le domande presentate fuori di questo intervallo temporale!
Il Comune di Nardò ha partecipato al suddetto avviso pubblico presentando il progetto "Recupero, restauro e valorizzazione della Torre Costiera dell'Alto", inviando paradossalmente non una ma due istanze con PEC, la prima alle ore 23:52 del 31 agosto e la seconda alle ore 23:59 sempre del 31 agosto. Per tali ragioni l'istanza del Comune di Nardò non è stata ammessa al finanziamento richiesto, ed è stata rigettata perché presentata fuori orario temporale.
Ora, per quanto possa contare l'ordine cronologico di arrivo per accaparrarsi le prime posizioni in graduatoria, il buon senso, che dovrebbe ispirare gli addetti al lavoro, insegna che in questi tipi di procedure regionali, dov’è sufficiente una virgola per essere estromessi da importanti benefici economici, è preferibile essere inseriti comunque in una graduatoria di ammissibili, da dove magari si può essere attinti successivamente nel caso di disponibilità di ulteriori risorse economiche, anziché essere estromessi senza possibilità di replica. A ciò si aggiunge che la Regione con il suddetto atto dirigenziale n. 186/2015, approvando l'elenco delle istanze di finanziamento ammesse e non ammesse, ha determinato di convocare le prime 44 istanze ammesse per la verifica documentale prodotta e quindi per la successiva ammissione definitiva al finanziamento richiesto. Sicuramente se il Comune di Nardò, anziché anticipare paradossalmente e immotivatamente l'invio telematico della istanza, lo avesse fatto con raziocinio e diligenza, sarebbe potuto entrare nell'elenco dei 44 Comuni pugliesi ammessi ad un buon finanziamento, fino ad un massimo di un milione di euro, di un intervento la cui finalità sarebbe stata quella di qualificare, attraverso il potenziamento della valorizzazione e fruizione di un bene come la "Torre costiera dell'Alto", il contesto territoriale di appartenenza, stimolando l'occupazione e l'economia locale, attivando le filiere produttive associate alla fruizione culturale e promuovendo la valorizzazione integrata del patrimonio territoriale.
Alla luce di questo atto di superficialità politica ed amministrativa ci fanno sorridere ancora di più gli enormi manifesti di cui è tappezzata la Città. L’unica "dote" che riconosciamo agli attuali amministratori è la faccia di bronzo.
Credono di aver fatto bene in questi anni o semplicemente pensano che più di così non possono fare. Poco, troppo poco per le potenzialità di questa comunità.
È il momento di lasciare il passo a nuovi amministratori, che sappiano condurre la macchina pubblica con onestà e competenza, che non si accontentino del compitino ma che sappiano sfruttare tutte le opportunità per migliorare il territorio e la condizione di tutti i cittadini.
Forse conviene che l’Amministrazione sincronizzi gli orologi, perché ogni giorno che passa, e la principale autorità cittadina dà prova di un grave mal governo, aumentando il malcontento tra i cittadini sempre più stanchi ed esasperati.
Massimo De Marco
Daniele Orlando
Antonio Bottazzo
Roberto Presta
MoVimento Cinque Stelle Nardò
NOTA COMUNALE
L'esclusione del Comune di Nardò dal finanziamento per gli interventi di recupero, restauro e valorizzazione dei beni culturali immobili e mobili di interesse artistico e storico, appartenenti ad enti pubblici locali territoriali della Regione Puglia, è frutto di un errore interpretativo della Regione a cui presto si dovrà porre rimedio.
Il Servizio Beni Culturali della Regione Puglia nei giorni scorsi ha approvato con determinazione dirigenziale n. 186/2015 l'elenco delle istanze ammesse alla fase di verifica documentale in relazione all'avviso pubblico emanato nelle scorse settimane.
Il progetto presentato dal Comune di Nardò - denominato "Sentinella delle Meraviglie" e riguardante il recupero, restauro e valorizzazione della Torre Costiera "Dell'Alto" da destinare a Centro Servizi a carattere informativo, divulgativo e turistico/ambientale inserita in un sistema a rete di complessiva fruizione territoriale - non è stato ammesso a finanziamento perché, a giudizio della Regione, sarebbe stato presentato fuori termine.
Va sottolineato che i progetti potevano essere inviati esclusivamente tramite PEC (Posta Elettronica Certificata) dal primo settembre al quindici dello stesso mese, mentre per i competenti uffici regionali il Comune di Nardò avrebbe presentato l'istanza il 31 Agosto.
Si tratta di un dato importante in quanto le risorse disponibili dovranno essere distribuite tra i progetti ritenuti ammissibili in base all'ordine di arrivo delle istanze stesse.
Ebbene, riteniamo che la realtà sia ben diversa rispetto alle determinazioni assunte della Regione, e spieghiamo perché.
I Funzionari del Servizio Beni Culturali della Regione Puglia hanno preso come riferimento, ai fini della valutazione dell'orario di arrivo dell'istanza, la "Ricevuta di Accettazione" delle PEC inviate dagli Enti partecipanti al suddetto bando e non quella di "Avvenuta Consegna" come invece sarebbe dovuto essere.
Infatti, è noto come la normativa sulla PEC preveda che la "Ricevuta di Accettazione" sia la certificazione rilasciata al mittente (quindi al Comune di Nardò) a fronte dell'INVIO di un messaggio di Posta Elettronica Certificata, mentre la ricevuta di "Avvenuta Consegna" certifica il momento in cui un messaggio PEC è stato consegnato.
E' quindi assolutamente evidente che la Regione avrebbe dovuto utilizzare come riferimento la data e l'ora in cui ha preso in consegna l'istanza e non la data e l'ora dell'invio, e questo ci porrebbe ai primi posti della graduatoria.
A tal proposito, la Regione Toscana, per un bando simile, ha espressamente previsto che fa testo solo la ricevuta PEC di "Avvenuta Consegna" e comunque, in ogni caso, il bando della Regione Puglia fa riferimento al momento della presentazione e non dell'invio...
Per questi motivi, già nei giorni scorsi, appena reso noto l'ordine di arrivo provvisorio delle istanze, il Comune di Nardò ha inoltrato alla Regione due richieste di rettifica di tale elenco, rimaste finora senza riscontro.
Appare chiaro, quindi, che per far valere le nostre ragioni (che sono più che evidenti) non ci rimane che ricorrere al TAR, sicuri di non soccombere!
Mino Natalizio - Assessore del Comune di Nardò
















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