
NARDO' - Da alcune settimane i carabinieri, in concomitanza con il periodo di raccolta dei prodotti della terra, avevano avviato dei servizi straordinari di controllo del territorio, estesi anche alle aree rurali più remote e scarsamente abitate dove numerosi sono i campi coltivati.
I militari della Stazione di Nardò hanno nella tarda serata di ieri tratto in stato di arresto, in flagranza di reato, M.B, classe 1973, incensurato, R.F.C. , classe 1977, incensurato, M. S., classe 1978, già noto, tutti e tre neretini, con l’accusa di furto aggravato di ortaggi (peperoni).
Da alcune settimane i Carabinieri della Compagnia di Gallipoli, in concomitanza con il periodo di raccolta dei prodotti della terra, avevano avviato dei servizi straordinari di controllo del territorio, estesi anche alle aree rurali più remote e scarsamente abitate dove numerosi sono i campi coltivati, intensificati negli ultimi giorni dopo i drammatici fatti di cronaca verificatisi nella provincia di Foggia.
Nell’ambito di uno di questi servizi, nella tarda serata di ieri, i militari si sono imbattuti, nelle campagne di Nardò, in tre soggetti a bordo di una Skoda Fabia con targa tedesca di proprietà di uno dei tre (già notata e monitorata da diversi giorni perché presente in diverse aree agricole ad orari insoliti (sera e notte) che aveva insospettito i carabinieri neretini) sorpresi nell’atto di caricare peperoni appena asportati da un adiacente campo coltivato.
Informatisi sulla proprietà di quel fondo (di nessuno dei tre) e riconosciuto uno di essi quale noto per reati contro il patrimonio e la persona, i militari sono intervenuti per fermarli. I Carabinieri hanno fermato l’auto e identificato compiutamente i tre occupanti.
Immediatamente portati in caserma è stato avvisato il proprietario del fondo, che chiaramente non aveva autorizzato i tre ad andare raccogliere i peperoni nella sua proprietà, e si è proceduto alla restituzione della refurtiva al legittimo proprietario.
Sulla scorta di tali elementi i tre sono stati dichiarati in stato di arresto e, su disposizione del P.M. di turno, Dott.ssa Stefania MININNI, dopo le formalità di rito, condotti presso le rispettive abitazioni, in regime di arresti domiciliari.
In mattinata i tre, assistiti dall'avvocato Ettore Andrea Santo, sono stati condannati a sei mesi di reclusione e scarcerati.
















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