NARDO' - Per ora siamo alle “grida” manzoniane. Formazioni in libera uscita e con lo stillicidio di oltre otto mesi di campagna elettorale.
Non si è capito molto dalla decisione del sindaco Risi di ritirare le deleghe ai suoi assessori. Questi ultimi, davvero sorpresi, contrariati, ma anche silenziosi. E con una defezione importante: l’assessore Flavio Maglio. E’ trascorso quasi un mese da quello che è stato definito un atto sorprendente, ma anche oscuro e gravido di conseguenze e questo ritardo nel varo della nuova giunta (senza l’Udc, smarcatasi con la benedizione dell’immarcescibile Ruggeri) non prospetta niente di nuovo.
C’è chi ha parlato di giocare con le Istituzioni (in questo caso il funzionamento del Consiglio comunale), ma anche della legittimità del sindaco Risi di guardarsi in giro, anche dai suoi, per vedere di quanto sostegno godesse la sua candidatura (e si è visto com’è andata), dal momento che ha deciso di ripresentarsi alle prossime elezioni. In ogni caso, con quella decisione Risi ha aperto la campagna elettorale con ben otto mesi di anticipo. Non ve n’era davvero alcuna necessità. Però in tutta questa vicenda molte cose non tornano. Vale a dire che non si è detta la verità (ah, la verità!). Per dire più precisamente, che si è aggiunta qualche bugia di troppo.
Da tutti i verbali, dichiarazioni altisonanti, si magnificavano le magnifiche sorti e progressive di questa maggioranza. Alla luce dei fatti (e delle cose non fatte), non doveva essere così, se alcuni pezzi della stessa marciavano in senso contrario o, come anche si dice, giocavano su due tavoli. E dunque, soltanto un mero proponimento quello della necessità di verifica per poi ripartire con maggiore slancio. Da leggersi con la constatazione che evidentemente si era esaurita la spinta propulsiva.
Però, riconosciamo, c’è tanta vecchia politica in tutto ciò e Nardò rischia di diventarne la vittima sacrificale.
Possiamo anche aggiungere che, al di là di qualche operazione, il tratto distintivo di questa amministrazione non è stato mai eccessivamente brillante, senza un vero progetto, con una coalizione indistinta, poco coesa e ricca soltanto di cromatimi politici. Il fatto, poi, che un bel giorno siano scoppiate tutte le contraddizioni (ricordiamo, tra l’altro, che oltre all’Udc, c’è da considerare la freddezza di Partecipa rispetto alla candidatura di Risi e il supervotato consigliere Rocco Luci che molla questa maggioranza), non fa che confermare le tante supposizioni. Che fare, oggi, per Nardò?
E’ quello che molti si chiedono, con la prossima competizione che potrebbe essere avvincente o aggiungere confusione a confusione. Per il momento accontentiamoci di frasi rivelatrici e grida manzoniane. Per le prime, insuperabile è quella del sindaco Risi, disposto a tutto, anche a imbarcare spezzoni di civiche-contro”. Non ha forse detto che “non si possono avere nemici per sempre?” Non sarebbe comunque una novità assoluta.
Per le “grida”, invece, colpiscono la new entry di Andare Oltre di Pippi Mellone che annuncia la sua candidatura a sindaco al grido di “Sta arrivando la Rivoluzione”. Tutto sommato non si è trattato di grande sorpresa. Ovvio, per la candidatura. Per la Rivoluzione, invece, si tratta di aspettare per vedere quello che succede.
Diverso il caso per l’agglomerato capeggiato dai transfughi dell’Udc e sigle di varia portata, che in adunanza pubblica e manifesti maxi annuncia la nascita del Polo dei moderati.
Colpisce in testa al manifesto quell’AVVISO IMPORTANTE, per indicarla, che abitualmente leggiamo su un barattolo di vernice o una bombola di gas.
Ho letto tante cose, ma non ho capito. Evidenti i miei limiti. Forse una sola: quella di taluni personaggi, che definirei manipolatori seriali e compulsivi di azioni parapolitiche che, come è stato ben detto, più che interessarsi alle sorti di Nardò e del suo territorio, intenderebbero semplicemente lanciare un’Opa* sulla città, come per l’ultimo Polo che si starebbe aggregando, una sorta di Polo dei moderati bis.
Siamo all’autocertificazione della politica. L’antidoto (vale a dire l’antiveleno) è quello di stare con gli occhi aperti e smascherare iniziative che non hanno il crisma della serietà e sono lontane da quelle che invece dovrebbero rappresentare il corpus del bene comune.
LUIGI NANNI
*In gergo finanziario "offerta pubblica di acquisto, invito a offrire o messaggio promozionale finalizzato all'acquisto di prodotti finanziari"; ma anche opa, dialettale salentino e siciliano di Boga, pesce comune nel Mar Mediterraneo.
















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