"Accompagnare i turisti e far conoscere loro le bellezze del Salento è una professione. Garantire a quanti vogliono esercitarla di poterlo fare con dignità è un impegno che non possiamo più rimandare". A Nardò, come in tutta la provincia, ci sono tanti giovani interessati a questa professione. Un consigliere regionale interviene sull'argomento con alcune novità.
Voglio ricordare che la Puglia, con la Legge Regionale n. 13/2012, successivamente modificata dalla Legge Regionale n. 26/2012, ha regolamentato le professioni di guida e accompagnatore turistico e ha messo nero su bianco che queste, per poter essere esercitate, necessitano del superamento di un esame di abilitazione che deve essere bandito dalla provincia con cadenza almeno biennale.
In Puglia questo esame non è mai stato bandito e la Regione, grazie al regolamento regionale n. 23/2012 prima e n. 1005/2013 poi, ha pensato di driblare il problema concedendo il patentino di guida e di accompagnatore turistico dietro riconoscimento di 100 giornate lavorative nell'arco di cinque anni. Si è così legittimato l'esercizio della professione di quanti, senza alcun titolo o esame sostenuto, già svolgevano questo lavoro e precludendo, di fatto, l'ingresso alla professione a nuove figure preparate e competenti.
Assurdo per una regione, la Puglia, che da anni ha deciso di puntare sul turismo e ancora più per una città, Lecce, che dopo essere stata una delle candidate a Capitale Europea della Cultura per il 2019, essere stata eletta Capitale Italiana della Cultura 2015, sta lavorando per essere riconosciuta Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'Unesco.
E se è vero che la riforma Delrio è senz'altro una delle cause alla base di questa situazione di stallo, certo è che non possiamo e non dobbiamo nasconderci dietro al dito della riforma degli enti locali e voltare le spalle davanti a un problema di questa portata.
Occorre piuttosto che la Regione prenda atto del problema e faccia di tutto per consentire a chi vuole svolgere questo lavoro di non essere costretto ad andare in un'altra regione per sostenere l'esame di abilitazione o - peggio ancora - precludere l'accesso a persone preparate a quella che è - ora più che mai - una professione importante e fondamentale per il nostro territorio. Sarebbe assurdo se solo si pensa al periodo d'oro che la Puglia - e in particolar modo il Salento - stanno vivendo dal punto di vista turistico.
Sollecito pertanto il Presidente Emiliano e l'assessore al ramo Loredana Capone, in attesa della chiusura del cerchio sulla riforma Delrio, a trovare una soluzione anche alla luce dell'approvazione da parte del Consiglio regionale del disegno di legge regionale che riordina gli enti territoriali, ne ridisegna competenze e ruoli e di fatto - una volta chiuso l'iter - consegnerà nelle mani della Regione le questioni in materia di turismo.
Solo così, con l'impegno della Regione, si potrà uscire da questa situazione di impasse e riconoscere una volta per tutte questa professione.
(Ernesto Abaterusso - Pd)
















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