NARDO' - Si è respirata l'aria buona del mediterraneo nel piccolo circolo Arci di Nardò. Mercoledì mattina, venticinque donne, funzionari ministeriali provenienti da Libano, Egitto e Tunisia hanno incontrato i ragazzi dell'associazione “Diritti a Sud”. Una visita organizzata e inserita in un percorso che le porterà in altre due realtà pugliesi capaci di intrecciare agricoltura, sostenibilità e tutela dei diritti. Si tratta del laboratorio rurale “Luna” con base a Galatone e il laboratorio urbano “Ex-Fadda” di San Vito dei Normanni. Tre realtà emergenti segnalate dall'Istituto Agronomico Mediterraneo (IAM) di Bari che, oltre ad occuparsi di gestione del suolo, risorse idriche, protezione integrata delle colture, agricoltura, alimentazione e sviluppo rurale sostenibile, promuove e realizza attività di cooperazione con particolare attenzione alla valorizzazione delle risorse umane.

Ad attirare l'attenzione di molti cittadini, diversi enti ed altre associazioni (anche governative) è la campagna “Sfruttazero”, lanciata da “Diritti a Sud” nella scorsa primavera. A collaborare con il nucleo neritino ci sono altre due realtà, Netzanet-Solidaria di Bari e Osservatorio Migranti Basilicata/Fuori dal Ghetto di Palazzo San Gervasio e Venosa (Potenza). Si è partiti con l'auto-produzione di salsa (terminata in meno di due mesi), sono poi seguite marmellate, confetture, olive in salamoia e adesso anche l'olio di oliva. Il gruppo operativo è formato da circa quindici ragazzi e ragazze, al progetto partecipano anche giovani extracomunitari sempre più integrati con il tessuto sociale neritino. Un miracolo di integrazione, lavoro e dignità. Perché nessuno regala niente a nessuno, ma ognuno lavora per un progetto comune. Tra i fondatori dell'associazione troviamo Angelo Cleopazzo che, raggiunto telefonicamente, racconta l'incontro di ieri: “Sembrava la scena di un film, un bel film. Abbiamo atteso la delegazione all'inizio della villa di via XX Settembre, il loro pullman si è fermato lì. Nel tragitto verso il circolo Arci - racconta Cleopazzo -, abbiamo notato gli sguardi incuriositi dei neritini, attirati forse dal velo delle nostre ospiti. Nella sede dell'Arci, in un momento di puro internazionalismo, dove si è respirato un intenso scambio linguistico e culturale, abbiamo illustrato il nostro progetto e il ruolo delle donne che vi partecipano. Sono rimaste colpite per l'amalgama raggiunta dal gruppo e si sono congedate da noi ringraziandoci e invitandoci a continuare su questa strada”.
E considerati i primi incoraggianti risultati non si può che augurare che ci sia ancora molto da fare e da lavorare. -
















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