NARDO' - In un freddo e nuvoloso pomeriggio di fine anno, la comunità di Nardò è di nuovo piegata dal dolore. Si sono celebrati domenica pomeriggio i funerali di Carlo Guagnano, neritino di 22 anni morto il 25 dicembre sulla Taviano-Casarano.
Guagnano era un paracadutista e un volontario della protezione civile. Il suo cuore ha smesso di battere al “Francesco Ferrari” di Casarano qualche ora dopo un terribile scontro fra la Punto che stava guidando e una Twingo. L’impatto è stato violentissimo ma le cause sono in corso di accertamento. A coordinare le indagini ci sono i carabinieri di Casarano. Grande commozione nel giorno dell'ultimo saluto.
Il corteo funebre, aperto dalla banda che intonava “Symbolum 77”, dopo aver suonato il silenzio militare all'uscita della bara dalla sua abitazione, ha raggiunto la chiesa Santa Maria degli Angeli pochi minuti prima delle 16. A precedere il feretro diverse unità con basco e mimetica e il labaro dell'associazione paracadutisti di Lecce. Dietro i familiari, stravolti dall'improvviso dolore, il sindaco Marcello Risi, il comandante della stazione dei carabinieri, Giuseppe Serio, e tantissimi amici. Fuori dalla chiesa, gli amici di Carlo avevano preparato alcuni striscioni con la frase di una canzone, “la nostra strada continua fino al punto d'incontro, oltre la soglia del vivere saremo ancora insieme a ridere” oppure un pensiero semplice e spontaneo come “il ricordo di te sarà la tua presenza”. Emozioni e sentimenti da parte della fidanzata: “sei nel cuore di tutti noi, vola in alto nel tuo cielo. Hai detto per sempre e per sempre sarà, ti amo”. Nell'ultimo, più vicino al sagrato, una sua foto a colori e il riassunto della vita del 22enne ad opera dei suoi amici “non sei mai riuscito a lasciarci soli. Ora siamo noi che non ti lasceremo mai. Sarai sempre la nostra parte migliore. Vola in alto Carlo”.
Le note de “Il Piave”, fuori dalla chiesa, hanno chiuso la triste cerimonia. Un tragico incidente stradale ha strappato Carlo dall'orbita della sua famiglia e dei suoi amici proiettandolo verso un immenso cielo. L'infinito affetto testimoniato ieri pomeriggio è come un grande paracadute che non lo tradirà mai. E i suoi atterraggi, adesso, saranno sempre sicuri.



















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