NARDO' - Episodio grave, con tanto di arresto di un giovane cittadino extracomunitario, si è verificato alle 14 del primo dell’anno sulla “villa” di via XX Settembre che, per la sua collocazione strategica a pochi metri dal centro ma anche dalla via per Lecce, è diventato luogo di ritrovo di molti lavoratori stagionali, i cosiddetti migranti, molti dei quali, però, stanno progressivamente decidendo di restare in città per tutto l’anno. Interessante la nota di "Diritti a Sud" che invoca un sistema di protezione e di tutela che, però, fa molta fatica ad aprirsi per una incoerenza generale del "sistema", inadeguato a gestire situazioni di "ordinaria emergenza" come questa. E scusateci per l'ossimoro.
Una lite, presumibilmente, alla base di quella che è diventata una vera e propria sfida con i coltelli. Sul posto, dopo le segnalazioni da parte dei cittadini, due pattuglie di polizia e carabinieri. I poliziotti di Nardò, immediatamente intervenuti, hanno dovuto bloccare, per terra e ammanettare un giovane extracomunitario che non voleva saperne di ragionare ma era anche pericoloso per sé e per gli altri. Due autoambulanze del 118 hanno completato il quadro dei soccorsi, con i sanitari impegnati a medicare due persone. Il giovane uomo è stato poi ascoltato per comprendere i motivi di una lite che poteva trasformarsi in tragedia.
La nota di "Diritti a Sud"
Ieri a Nardò è successa una cosa molto spiacevole, un nostro amico tunisino è stato aggredito con un coltello da un ragazzo sudanese e per fortuna non ha riportato ferite gravi. La persona che ha fatto questo è la stessa che si era resa protagonista, qualche mese fa, del lancio di sassi sulle auto che transitavano sulla strada della zona industriale, sempre a Nardò.
Questo ragazzo ha evidentemente dei gravi problemi psichici e necessita di essere curato ed aiutato perchè risulta anche essere pericoloso per le altre persone. Noi questa mattina siamo andati al commissariato per denunciare il fatto ed ancora una volta ci troviamo nella condizione di dover gestire situazioni che dovrebbero essere risolte non certo da noi. Il sistema di accoglienza di questa città fa acqua da tutte le parti e quelli che cercano di tappare i buchi sono solo gli attivisti e i volontari della rete del terzo settore. Dove sono i servizi sociali in tutto ciò? Dove le forze di pubblica sicurezza? Dov'è la diocesi?
Ci sono persone che vivono in ruderi fatiscenti, in campagna, al freddo, senza luce, senza un lavoro, senza soldi per poter vivere dignitosamente. La disperazione porta a compiere dei gesti inconsulti, può far perdere il lume della ragione. Ci si riesce a immedesimare nelle difficoltà degli altri? Evidentemente no. Sembra di vivere in un teatrino di burattini, mossi solo dalla volontà di portare avanti un dibattito politico sterile e di basso livello. Il contesto politico della nostra città continua a deluderci enormemente. Tutto questo non dovrebbe accadere, una città evoluta non lo dovrebbe permettere.
Tutto tace ma se "fosse scappato il morto" ci sarebbero sicuramente stati i proclami. Il 2016 inizia con l'amaro in bocca. Speriamo però in un risveglio della coscienza civile dei cittadini, che possano sentire anche loro quel moto di rabbia e indignazione che sentiamo noi quando, ancora una volta, ci troviamo di fronte a persone sole, abbandonate, non considerate, come se non valessero niente, come se la loro vita non fosse importante. I tempi della politica non si sposano con le esigenze delle persone. Bisogna agire piuttosto che parlare e qui evidentemente manca la volontà e anche la capacità di farlo. Speriamo in un miracolo. Forse è l'unica cosa che resta da fare.





















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