NARDO' - "Ci apprestiamo a celebrare un consiglio comunale che resterà negli annali" dice il consigliere.
I nostri figli spulceranno tra i verbali per leggere gli interventi e annotare le votazioni. Per questo, e solo per questo, sono oggi qui. Questo consiglio, questa amministrazione, questo sindaco, questa maggioranza hanno dimostrato coi fatti di non meritare il rispetto di noi cittadini di Nardó. Chi non rispetta la volontà popolare, chi calpesta la volontà di 3500 cittadini, chi viola lo statuto, chi non rispetta il lavoro di attivisti e ambientalisti che questa estate hanno instancabilmente raccolto oltre 3000 firme sotto il sole cocente non merita rispetto alcuno. Per trent'anni avete riempito la città di retorica sulla'ambientalismo, su porto selvaggio, sul mare, oggi proprio voi decretate la fine di ogni prospettiva di sviluppo turistico della nostra città. Scaricare merda a mare, perché di questo si tratta, è l'atto finale di un trentennio di scempi ambientali. Nardó è da sempre la discarica d'Italia: qui castellino, qui le eco balle, qui l'amianto, qui l'eolico selvaggio, qui il fotovoltaico ovunque.
Altrove, come a Fasano, si scelgono metodi innovativi come il riutilizzo in agricoltura. Ma li hanno avuto la fortuna di dare i natali all'assessore Amati, qui è nato solo Marcello Risi. Altrove come a Manduria i cittadini combattono tutti uniti questi contro questi scempi. Altrove gli amministratori e la politica combattono come un sol uomo contro disastri ambientali di questa portata. Qui invece avete paura di scontentare i Ras dei vostri partiti di appartenenza. In queste ore ho sentito tra le tante calunnie a noi rivolte, accusare la mia coalizione: "alleanza per il cambiamento" di non avere riferimenti a Bari e a Roma nei partiti politici. Ebbene per noi questo è un vanto. Se avere riferimenti a Roma come a Bari significa svendere la terra dei padri. In sette anni dalla firma del primo protocollo da parte della giunta Vaglio c'era il tempo per cambiare tutto. È mancata, come al solito, la volontà politica di battere i pugni sui tavoli baresi e romani. Lo spettro del commissariamento è pendente da un quinquennio ed è l'arma spuntata, buona solo per gli allocchi. Ma d'altronde a Bari conoscono chi ci governa.
Io oggi posso solo parlare, voi invece potete prendere decisioni concrete, e queste sono le scelte folli che state facendo. Con questo scempio io non voglio avere nulla a che fare, non voglio essere corresponsabile di questo disastro. Non sono riuscito a fermarvi perché avete messo in campo tutti gli strumenti tipici di una dittatura calpestando la volontà di 3500 cittadini neretini liberi. Io ho fatto tutto ciò che potevo per bloccarvi. E continuerò a farlo. Voterò contro questa folle delibera riservandomi di impugnarla davanti al Tar alla luce del fatto che, come è di tutta evidenza, avete palesemente calpestato la volontà popolare.
Pippi Mellone
Candidato Sindaco
Alleanza per il Cambiamento
















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