NARDO' - Vi offriamo una "chicca": una lettera di un anno fa (9 gennaio 2015) recuperata dalla posta elettronica perché è sintomatica di un bisogno ormai evidente, del territorio e delle popolazioni.
Caos Sanità: riaprite i piccoli Ospedali
Quello che sta accadendo al V. Fazzi di Lecce, con ambulanze che fanno la coda per ore prima di essere accettate al P.S., non ha dell'incredibile e non grida allo scandalo, adesso. Questo perchè i cittadini della provincia di Lecce, già un anno fa, iniziarono a non sentirsi più al sicuro quando la giunta Vendola chiuse i piccoli Ospedali.
Organo reg.le che lo fece con un tratto di penna, in modo del tutto cinico: soppresse reparti di medicina, geriatria, per non parlare di ostetricie e nido.
La stessa giunta annunciò un'organizzazione sanitaria ed un'assitenza domicialiare sul territorio, per anziani e persone bisognose, che allo stato attuale non ha ancora decollato e, prevediamo, non decolerà vista la penuria economica.
Ecco che oggi ci troviamo a dover, per l'ennesima volta, denunciare l'inattuabilità e l'inefficienza dei Piani Sanitari, che avevano l'obiettivo solo di adeguare i bilanci reg.li e quelli delle AA.SS.LL. pugliesi per un calcolo ragionieristico. Come se la salute fosse un computo matematico e non più un'esigenza e un bisogno della gente.
Forse sarà pure carenza di barelle e lettighe, ma quello che balza agli occhi sono, come dice il Dr. Fracella Primario del P.S. del V. Fazzi di Lecce, i 1500 pazienti che nel 2014 sono stati ricoverati fuori reparto è il segno tangibile di una cronica insufficienza di posti-letto, dovuta alla chiusura sistematica e programmata, orchestrata ad arte, dei piccoli Ospedali.
Piccoli Ospedali che in provincia di Lecce, tipo Nardò, Gagliano, ecc... facevano comunque da cuscinetto ed assorbivano i pazienti anziani per le malattie stagionali, i bambini per le epidemie, nelle ortopedie per gli incedenti domestici, le puerpere per i parti in osterticia.
Oggi il Fazzi scoppia e continuerà ad essere nel caos, perchè è bello fare piani di riordino sanitari, sulla carta, che vengono approvati da agenzie internazionali, ma nella pratica la gente senza assistenza sanitaria MUORE, e purtroppo dà lavoro alle Procure.
Noi come COBAS chiediamo di riattivare i piccoli ospedali, rilanciamo la proposta del Dr. Fracella di aprire un pronto soccorso al vecchio V.Fazzi. Di riaprire a Nardò Chirurgia, Nido, Ostetricia ed Ortopedia e riattivare H24 il P.S.
Solo in questo modo la gente si sentirà al sicuro ed assistita e non intaserà il Fazzi: questa classe politica e la giunta reg.le rischiano una Class Action per interruzione di Pubblico Servizio Sanitario.
Chiediamo con forza, alla giunta reg.le e agli organi istituzionali competenti, di esporre questi punti programmatici in sede di trattativa perchè come Comitatio di Base abbiamo diritto a farlo.
Maurizio Maccagnano (sindacalista dissidente)
















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