NARDO' - "Caro Segretario (del Pd provinciale, Salvatore Piconese. Ndr), la situazione politica di Trepuzzi, in prossimità delle elezioni amministrative, rischia di trovare un PD, prima forza cittadina sul piano elettorale, in una condizione di sofferenza. Non sono in discussione le buone intenzioni del Segretario del circolo, il quale, correttamente, ha avviato un percorso di piena informazione e protagonismo del partito e dell’insieme della coalizione di centrosinistra, in ordine agli indirizzi di programma e alla scelta conclusiva sul candidato sindaco".
Tuttavia, malgrado la positiva opera e gli intenti del segretario del partito cittadino, è ormai noto a tutti in paese che, accanto al percorso ufficiale ed al di fuori del partito, si sta affermando con ostinata determinazione la volontà di Giuseppe Taurino di autocandidarsi ad ogni costo alla carica di Sindaco della nostra cittadina, avendo già la disponibilità di alcuni presunti candidati, come affermato dagli stessi interessati. Si profila, dunque, una manovra, diretta da Giuseppe Taurino ed attivata ancor prima che il sindaco uscente Oronzo Valzano sciogliesse la riserva in merito alla sua ricandidatura, che fa emergere, peraltro, fin da subito la composizione di un’ipotetica lista con forti caratteristiche di eterogeneità e di confusione politica. Tutto ciò, difficilmente contestabile con onestà intellettuale, rende vano l’impegno che il circolo, con un susseguirsi di buoni propositi e di appelli all’unità, ha inteso mettere in campo. Uno sforzo che, ahimè, avrebbe un esito scontato e conosciuto, con la ratifica di ciò che già al di fuori del circolo è stato da qualcuno, da tempo, progettato.
Vi è, dunque, una netta biforcazione tra l’azione ufficiale della segreteria cittadina del partito e le manovre che si intessono attorno all’operazione condotta da Giuseppe Taurino. Una dicotomia che azzera il volenteroso percorso “virtuoso e democratico” intrapreso da tutti noi, a scapito non dell’identikit ma di una e vera e propria fotografia del futuro candidato sindaco che già circola in città. Tutto questo, oggi, impedisce che il PD ed il centrosinistra possano procedere in direzione di una candidatura unitaria alla carica di sindaco della nostra cittadina.
Occorre, dunque, ricercare una soluzione di sintesi! In questa complicata situazione, la soluzione non è rappresentata, certamente dalla candidatura del sottoscritto, che avrebbe comunque, dalla sua, consenso, esperienza e carattere di novità per il ruolo in questione, oltre ad un inequivocabile senso di responsabilità, avendo dimostrato, in passato, di saper rinunciare a legittime aspirazioni personali, pur di ricercare condivisione e unità nel partito. Altrettanto, a mio avviso, la soluzione di sintesi non è rappresentata dalla candidatura di Giuseppe Taurino, che ha già esercitato la carica di sindaco della città, dal 1993 al 2001, avendo, oltretutto, egli stesso dichiarato da tempo e con fattiva determinazione “l’esaurimento della spinta propulsiva di un gruppo dirigente”, di cui lui ne è stato l’antesignano.
L’unità e la ricerca della candidatura unitaria - che stanno tutte dentro la storia politica della sinistra trepuzzina, anche a costo del sacrificio delle ambizioni individuali - non possono essere contraddette e soppiantate da una logica di mere aspettative soggettive.
Tra l’altro, le forme e i modi con cui, al di là dei percorsi politici del circolo, viene avanti l’ostinata volontà di candidatura da parte di Giuseppe Taurino, destano pesanti perplessità. Quella candidatura, infatti, va connotandosi di un tasso di protervia facilmente riscontrabile, si veda il tentativo di condizionamento di altre realtà cittadine, come Nardò, in cui viene fatta balenare la minaccia, miseramente fallita, di un mancato sostegno al sindaco PD, da parte di uomini vicini a Giuseppe Taurino, come risulta da alcune notizie di stampa ed, inconfutabilmente, dalle comunicazioni pervenute su tale vicenda al Segretario della Federazione. Questo atteggiamento, dal “sapore vagamente ricattatorio”, non mi pare consono ad un’idea di comunità politica a cui ciascuno di noi, fino a prova contraria, ha scelto di appartenere.
Tutto ciò deve richiamarci alla realtà ed io, in questo difficile momento, non posso non guardarla in faccia fino in fondo. E’ opportuno squarciare il velo di ipocrisia cha avvolge a doppio strato questa vicenda, impedendoci di raggiungere l’obiettivo comune dell’unità. C’è un’evidente contrapposizione di vedute tra alcuni di noi, continuare a nasconderlo significherebbe per me offendere la dignità e l’intelligenza politica degli iscritti e del nostro popolo, che sta vivendo, come sempre, con trepidazione questa fase pre-elettorale. Bisogna avere il coraggio di parlare con chiarezza e la forza di mettere in campo soluzioni condivise, per mettere riparo a questa difficile situazione. L’unico modo è quello di ricercare una candidatura di garanzia ed unitaria, in cui possa riconoscersi l’insieme delle forze e delle sensibilità presenti nel nostro circolo. La sfida che abbiamo davanti è quella di evitare un’inversione di rotta e di proseguire, invece, sulla strada dell’innovazione e delle scelte condivise, nel partito e nella coalizione. Io sono pronto, da buon militante, a raccogliere questa sfida “senza se e senza ma”, a contribuire cioè, senza alcuna ambizione personale, al raggiungimento di una scelta veramente condivisa non solo dai nostri iscritti ma da tutto il nostro elettorato. Mi appello, dunque, a tutti coloro che hanno a cuore le sorti del nostro partito e della sinistra trepuzzina, a partire da coloro che hanno maggiore esperienza, a riprendere concretamente la via del gioco di squadra e dell’unità. Alfonso Rampino
















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