NARDO' - Tutti ne parlano ma nessuno ha capito bene che cosa è successo due giorni fa quando Silvana Melli, dg della Asl leccese, ha fatto la sua visita di cortesia alla città. Incontro con il direttore del distretto, Umberto Caracciolo, e il sindaco Marcello Risi. Ecco una occasione per farvi un'idea di quel che è successo e di quel che accasìdrà all'ex "San Giuseppe Sambiasi". Gustoso il video soprattutto nella sua parte finale.
Pace fatta tra la Asl e i cittadini di Nardò, rappresentati dagli amministratori comunali. Un incontro tra la commissaria Silvana Melli e il sindaco Marcello Risi mette fine all’antipatica diatriba sorta intorno al mammografo di ultima generazione consegnato al poliambulatorio neritino. Ma l’incontro di ieri mattina, presenti i medici ed il direttore del distretto, Umberto Caracciolo, è servito alla nuova direttrice per illustrare come verranno utilizzati i sei milioni di euro di fondi Fesr destinati a Nardò.
Il direttore generale della Asl leccese ha esordito facendo riferimento alla vicenda del mammografo “conteso” tra Nardò ed il “Vito Fazzi” di Lecce, raccontando anche i retroscena della telefonata del presidente della Regione, Michele Emiliano, che ricordava gli impegni presi con la città attraverso il fatidico protocollo d’intesa per realizzare in città un poliambulatorio di terzo livello in luogo dell’ospedale “San Giuseppe Sambiasi”. Il mammografo è già in frenetica attività ma il dg ha già anticipato che dodici altri apparecchi simili saranno acquistati per dotare ogni presidio sanitario della cosiddetta “senologia di primo livello”, quella che offre lo screening senologico. A Nardò sarà riservato, presumibilmente dopo settembre quando sarà espletata la gara d’appalto, il secondo livello cioè un servizio di eccellenza (il follow up) che consiste controlli a cui viene sottoposta una persona in seguito a terapie mediche o chirurgiche.
Caracciolo ha incassato i complimenti per come è tenuta la struttura che, in effetti, raccoglie allori su diversi fronti. Nel 2013 l’edificio, ormai abbandonato, è stata letteralmente “rifondato” con fondi propri. Raggiungendo risultati straordinari come il numero di interventi di cataratta, quasi pari a quelli che vengono effettuati nel resto dei presidi dell’azienda sanitaria leccese. Ed è questa la “mission” del poliambulatorio: evitare ricoveri inutili e diventare “polo” d’eccellenza per determinate specialità.
I numeri della Melli: 1milione e 500mila euro saranno destinati all’ex Inam di via XXV luglio per un centro polifunzionale specialistico dove i medici potranno associarsi usufruendo di servizi e attrezzature comuni. Poi 4milioni e mezzo per potenziamento dei “posti rene” dell’ottimo servizio di dialisi; la realizzazione della Rsa R1 (residenza sanitaria assistenziale con 20 posti letto) in luogo della lungodegenza che è ancora una propaggine di Copertino; la degenza territoriale per adulti con dieci letti; il potenziamento della diagnostica ambulatoriale; il potenziamento tecnologico e strumentale del day service chirurgico. Così le premesse poste nel protocollo saranno rispettate al 95 per cento.
















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